MENTRE IN EUROPA SI FA DI TUTTO PER “SECOLARIZZARE” LA SOCIETA’, IN OLANDA, I PEDOFILI FANNO LA VOCE GROSSA.

Da diversi anni ormai si discute in Italia sulla laicità o meno, dello Stato, salvo poi confondere il concetto di Repubblica Laicista, qual è, ad esempio, la Francia, con quello di Repubblica Laica, qual è, per l’appunto, la nostra.

Infatti, nel primo caso, la religione nel senso più ampio del termine non trova alcuna cittadinanza nei luoghi pubblici: si pensi al caso del vietare, nelle scuole pubbliche, ogni singolo simbolo religioso, sia esso la croce, piuttosto che il hijab, così come la kippah.  In Italia, invece, alla religione – pur essendo distante e distinta dalla società civile, si veda a tal proposito l’articolo 7 della nostra Carta Costituzionale –  viene riconosciuto un valore accrescitivo, positivo per la Nazione ed è in tale veste che bisogna interpretare anche i successivi articoli costituzionali, cioè, l’8 e il 19.

D’altronde fu proprio il pensatore laico per eccellenza, il filosofo Benedetto Croce, a scrivere, nel 1942 un breve saggio intitolato: “Non possiamo non dirci cristiani” nel quale sosteneva che il cristianesimo aveva compiuto una vera e propria rivoluzione che operò nel centro dell’anima, nella coscienza morale di tutto l’occidente. In altri termini, senza gli insegnamenti di Gesù di Nazareth, il mondo, così come ci appare oggi, non esisterebbe più.

Senza di esso, di certo, torneremmo alle violenze ed ai capricci del paganesimo.

A tal riguardo se, nel corso del XX secolo, questo pericolo è stato scampato grazie alla sconfitta del nazismo prima (si ricordi infatti la radice esoterica del Nazionalsocialismo e la volontà del Fuhrer di riportare in auge un Neopaganesimo che avrebbe dovuto soppiantare i valori del Dio di Abramo nell’educazione di tutta la gioventù europea) ed alla caduta del comunismo poi, in questi ultimi anni, nel vecchio continente, e precisamente in Olanda, il processo di secolarizzazione della società è andato molto più in là del previsto, e parlare di scristianizzazione dei Paesi Bassi non è affatto un eufemismo.

Nello specifico, il Nederland, è l’unica terra al mondo dove i pedofili sono arrivati, nello sconcerto internazionale, a costituirsi, prima, in associazione e poi in partito, nonché nel dare alle stampe ed a divulgare, un manuale dove si indica ai pederasti come attirare, governare e abusare dei bambini, senza che nessuno li possa scoprire.

Il testo in questione, che consta di più di 1000 pagine, non è stato finora vietato dalle autorità olandesi perché, benché sia moralmente deprecabile, non contiene al proprio interno materiale definito “criminale”, ergo non sarebbe corredato da immagini pedopornografiche.

Ma basta ciò per garantire a questi nuovi barbari il diritto di parola e di azione?

Credo proprio di no, e forse, in quest’unico caso, anche una persona civile come Voltaire sarebbe d’accordo con me.

L’associazione Martijn, capitanata da Marthijn Uittenbogaard, che è diventata nota all’opinione pubblica olandese per proposte shock quali l’abbassamento dai 16 ai 12 anni d’età per:

  • Il consenso legale agli atti sessuali;
  • Il diritto al voto;
  • Il gioco d’azzardo;
  • Il consumo di droghe leggere;

altro non vuole, attraverso l’elargizione di queste finte libertà all’autodeterminazione, che assecondare i propri e gli altrui, malati appetiti sessuali.

Come si può poi invocare il libero arbitrio riguardo al consumo di droghe o il gioco d’azzardo, per degli essere umani che sono, nella sostanza, poco più che bambini?

E questa la società che questa Europa desidera?

Perché il Parlamento Europeo, la Commissione Europea, l’ONU, l’UNICEF, e via di seguito, non sanzionano, condannano e reprimono, l’Olanda per aver consentito anche il solo anelito di simili idee?

E’ proprio in queste situazioni che mi viene da pensare e gridare, di quanto sia necessario, per il bene del nostro Paese e della nostra civiltà, allontanarci da simili sodali.

Di conseguenza, se vogliamo conservare inalterata la nostra cultura e società, a tutt’oggi, l’unico Paese con il quale la nostra Nazione dovrebbe avere a che fare è, e rimane sempre, la Russia di Putin.

Lorenzo Valloreja

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