PADRE PIO E CASA SAVOIA. LA SUA PROFEZIA SUL NUOVO RE D’ITALIA.

Su alcuni siti e blog della galassia cattolica (non postcattolica) della Rete (Tempi di Maria e Gloria.tv), è stata nei giorni scorsi rilanciata la profezia, comprensibilmente rimossa dal main stream e dalla deep church, da parte di San Pio da Pietrelcina sulla restaurazione monarchica in Italia, nella persona non di un discendente diretto di Umberto II, ma sembra proprio che intendesse, di un Savoia-Aosta.

Ne ero ignaro, e confesso che la cosa mi ha alquanto stupito, per due diversi ordini di considerazioni. Ed ho capito che i Santi hanno un modo di vedere spesso insondabile come la volontà divina che possono interpretare molto meglio dei semplici fedeli e sicuramente di me che scrivo, condizionato dalle proprie ristrette e terrene visioni, pregiudizi e fraintendimenti.

Innanzitutto, figlio anch’ io del mio tempo sia come italiano che come cattolico, credevo che un Santo di quella grandezza fosse ben lungi da frequentazioni aristocratiche e addirittura dinastiche: ma come mi permettevo supporre che un Uomo di Dio come il Santo di San Giovanni Rotondo, peccando quindi di orgoglio mascherato da pauperismo snobbasse una principessa, magari non in semplice visita di cortesia e di omaggio, ma da lui come peccatrice in cerca di un conforto e direttiva spirituale, e che rifiutasse anche di rispondere alle sue lettere? Evidentemente, il modernismo e il cattocomunismo hanno così scavato nell’ animo delle generazioni cresciute dopo il Concilio Vaticano II da indurre a questi abbagli persino chi, come il sottoscritto, crede di esserne tanto critico e distante.

E poi, credevo che le infiltrazioni massoniche in Casa Savoia così determinanti per la nostra genesi unitaria, culminate con la risaputa militanza massonica di Vittorio Emanuele III, tenessero Padre Pio distante dall’ istituto monarchico sabaudo. Me lo immaginavo, sempre applicando un mio schema mondano di comodo, certo non repubblicano ma neoborbonico, per la sua spiritualità e misticismo profondamente tradizionali e legati alla civiltà cattolica meridionale. Anche lì, altro abbaglio. O almeno, pesante forzatura da parte mia: il santo frate parlava, e scriveva, a un membro di Casa Savoia (Maria José del Belgio principessa di Piemonte e consorte dell’allora principe ereditario Umberto). Tutto qui. E d’ altronde, San Giovanni Bosco, durante l’esilio romano di Francesco II di Borbone, non fu per nulla tenero verso costui, a sua volta profetizzandogli che a Napoli mai sarebbe tornato.

Insomma, Maria José ebbe rivelata da San Pio epistolarmente non solo la fine della monarchia italiana, ma anche la restaurazione monarchica nella persona di un collaterale del ramo sabaudo allora regnante: ciò fu rivelato dal professor Vignoli dell’Università di Genova durante un evento a Roma in Campidoglio alla presenza di Aimone di Savoia Aosta e di S.A.R. Maria Gabriella, figlia del nostro ultimo monarca. La rivelazione epistolare sarebbe stata confermata da Maria José.

E sarebbe proprio Aimone, figlio di Amedeo di Savoia-Aosta e di Claudia di Francia, il destinatario concreto di tale profezia.

Fin qui, potremmo essere nel mondo del “si dice” e delle fantasie esaltate di qualche monarchico nostalgico, approfittando anche del commiato terreno ormai da tanti anni, sia del santo che dell’ultima nostra regina. Ma la cosa non finisce qui, bensì sconfina vagamente, ma non fantasiosamente, in uno scenario alla Dan Brown.

Infatti, nato Aimone di Savoia-Aosta, sua nonna Irene di Grecia, molto devota,  lo portò a San Giovanni Rotondo per una benedizione del Frate, che appena vistolo avrebbe esclamato: “Bimbo, innanzi a te vi è onore e regalità”.

Ancora e solo, una leggenda a sfondo mistico-istituzionale? Non credo.

Perché dopo pochi mesi Padre Pio morì e volle che attorno alla sua tomba, nella cripta dove fu fino a qualche anno fa, fosse realizzato un bassorilievo con Gesù in braccia a Sua Madre, San Giuseppe ecc, San Pio stesso con in braccio un agnello e ….Aimone con il Collare dell’ Annunziata, massima quanto materialmente preziosa onoreficenza sabauda. Ma attenzione: il bassorilievo fu realizzato con Aimone ancora infante, a un anno dal “Transito” di Padre Pio, e Umberto II, anch’ egli prossimo alla scomparsa, lo conferì al giovanissimo nipote collaterale solo nel 1982!  

Il bassorilievo è tuttora nella cripta, anche se alquanto nascosto.

Dinanzi a un simile vaticinio di tale provenienza, le scuse di Emanuele Filiberto per le leggi razziali a settantré anni di distanza, sembrano proprio irrilevanti…..

A. Martino

One Response to PADRE PIO E CASA SAVOIA. LA SUA PROFEZIA SUL NUOVO RE D’ITALIA.

  1. Gaetano Barbella ha detto:

    Non si deve credere che nel prossimo futuro (finché vive il designato Aimone di Savoia come futuro Re d’Italia) ci sia ancora la Monarchia in Italia. Valgono comunque gli eventi decisero per la votazione della Repubblica e non si torna indietro. Così è stato per diverse monarchie europee.
    Piuttosto le cose della doppia profezia del santo Padre Pio possono assumere questa connotazione, molto più verosimile, ma nessuno l’ha mai considerata. Nessuno ha mai considerato i fatti dello spirito verso cui la fonte della veggenza del santo Padre pio poteva essere disposto.

    Padre Pio, già prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, annuncia alla allora Principessa di Piemonte – Maria Josè, poi ultima Regina d’Italia – che casa Savoia avrebbe perso il trono e che la Pianta principale del casato sarebbe seccata ma che “un virgulto sarebbe sbocciato ridando onore e forza alla famiglia riottenendole il regno”. Il Santo di Pietrelcina avrebbe confortato la Regina spiegandole che la Monarchia tornerà in Italia e che un suo parente sarebbe diventato Re: “Un diverso ramo di Casa Savoia, restaurerà la Monarchia in Italia, e riporterà Casa Savoia alle antiche glorie e agli antichi splendori”. La profezia fu confermata anche dopo la guerra dalla stessa Maria Josè.
    Ma non basta perché l’episodio si arricchisce di un ulteriore dettaglio. Qualche mese prima della morte del santo di Pietrelcina, gli fu portato in visita il figlio di Amedeo di Savoia e di Claudia di Francia. Padre Pio appena visto il piccolo avrebbe esclamato “bimbo innanzi a te vi è onore e regalità”.

    Si pone dunque questa domanda: come può essere che la seconda profezia così ricca di dettagli, peraltro legata alla prima profezia che si è avverata, non trova appigli poiché è assai remoto il fatto che l’Italia, oramai disposta ad essere una Repubblica, diventi improvvisamente una Monarchia?

    Salvo a entrare nel pensiero del Santo Padre Pio preso per il Regno dei Cieli, tanto da intravedere un Regno in cui la Casa Savoia è destinata ad essere eletta a governare su tutte le monarchie della terra, quello di un altro mondo come lo era il Cristo, naturalmente di una gerarchia al disopra di tutto e di tutti.
    È in questo senso che il santo avrebbe esclamato “bimbo innanzi a te vi è onore e regalità”, additando il principe Aimone di Savoia.

    Gaetano Barbella

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