UNA GUERRA CONTRO IL VIRUS O UNA GUERRA TRA VACCINATI E NON?

Tra dati sempre più ballerini, variazioni continue del virus che si evolvono con una rapidità inverosimile e informazioni che giungono ad i cittadini sempre più contrastanti, ad eccezione della  sempre più pressante imposizione vaccinale ad ogni costo, lo scetticismo aumenta ed il risultato è, che si è bloccata la spontanea apparente volontà di chi si vuol vaccinare.

Gli ultrasessantenni resistono e “disertano” gli inviti di chi li vuol vedere “siringati”, e, oltre 24 milioni di Italiani, devono essere vaccinati.

Desta molte preoccupazioni la notizia che potrebbe essere varato un DPCM o similare che imponga il passaporto vaccinale con delle pesanti sanzioni per coloro i quali non lo richiedano, nel fornire i propri servizi, o non ne siano in possesso. 

ANSA e Corriere della Sera, riportano questa “notizia” che trasformerebbe l’Italia in una dittatura sanitaria senza precedenti. Dittatura che sembra stia creando una divisione ideologica tra la popolazione, mai registrata fino ad oggi.

La pericolosa contrapposizione tra chi si è vaccinato e chi non si vuol vaccinare, e erroneamente “bollato” come NO-VAX, da molti ritenuto marchio infamante, è sempre  più incalzante. 

Non esiste luogo, mare, montagna, città o paese, dove non si accendono discussioni e contese. 

Ma anche tra amici e parenti, le divisioni sono in aumento, e in diversi casi si  assiste a rotture, speriamo momentanee, tra genitori e figli, fratelli e sorelle, per non parlare di altro. 

È evidente che non possono essere stilati oggi dati statistici, ma le tante testimonianze, rilevate anche sui social, possono fornire indicativi indizi. 

Se poi aggiungiamo le accese discussioni tra giornalisti, personaggi dello spettacolo, politici e quant’altro, cui assistiamo nei vari salotti televisivi, ci rendiamo conto di come il clima sociale stia degenerando sempre più. 

Così le “prese di posizioni” che il Governo intende prendere, potrebbero trasformarsi in benzina, su un fuoco latente, e che sembra stia covando, nemmeno troppo lentamente. 

L’Italia di sicuro non è uno stato di rivoltosi o esagitati, infatti non assistiamo ad i fenomeni che si stanno verificando in Francia ed in altre parti dell’Europa, dove per molto meno i cittadini stanno protestando duramente.

Proteste che in Italia ci si guarda bene dal darle come informazione. 

Tuttavia resta il fatto che in troppi si chiedono, quanto tempo potrà durare questa “calma apparente”? 

Ettore Lembo

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