FERRAGOSTO: DALLE FERIAE AUGUSTI ALLE GRIGLIATE DI OGGI
C’è una storia lunga oltre duemila anni dietro
quella parola che oggi associamo a spiagge affollate, gite fuori porta e
barbecue in giardino: Ferragosto.
Un nome che, per quanto ci sembri familiare, porta inciso l’eco dell’antica
Roma.
Tutto comincia nel 18 a.C., quando l’imperatore Augusto decide di istituire le Feriae Augusti — il “riposo di Augusto” — come periodo ufficiale di pausa e festa in tutto l’Impero. Gli animali da tiro venivano fermati dal lavoro e adornati con ghirlande, mentre nelle città e nei villaggi si organizzavano corse di cavalli, alcune sopravvissute nei secoli, come il Palio di Siena. Il Palio dell’Assunta, infatti, cade il 16 agosto.
In realtà, Augusto aveva fatto una mossa politica e culturale insieme: unificare in un’unica cornice tutte le festività rurali e pagane già presenti nel mese di agosto. Dai Consualia del 21, dedicati a Conso, divinità del grano, alle Vinalia rustica del 19, in onore del vino; fino ai Nemoralia, tra il 13 e il 15 agosto, dedicati a Diana, dea della caccia e della fertilità, durante i quali si celebravano le madri e le nascite.
Quando, attorno al
VII secolo, il cristianesimo cattolico assimilò molte tradizioni pagane, quel
15 agosto divenne la festa dell’Assunzione di Maria in Cielo.
Il senso di pausa collettiva e di celebrazione rimase, ma il significato
religioso cambiò.
Poi arrivò il Novecento. E fu il fascismo a dare al Ferragosto la forma che ancora oggi conosciamo. Dal 1925 le associazioni dopolavoro organizzarono gite per i lavoratori; nel 1931 nacquero i “treni popolari” a prezzi stracciati (sconti fino all’80% per la terza classe). Il pranzo al sacco, diventato consuetudine per ovvie ragioni, gettò le basi di un rituale che si sarebbe poi evoluto, dagli anni ’50 in avanti, nelle grigliate e nei picnic collettivi, sotto l’influsso della cultura americana.
Ferragosto, quindi, non è mai stato solo un giorno di ferie. È un filo che lega il potere imperiale di Augusto alla devozione medievale per la Madonna, fino alla propaganda del regime e alla spensieratezza post-bellica. È la prova che, in Italia, le tradizioni non scompaiono: si trasformano.
E forse, mentre oggi brindiamo con amici e parenti, dovremmo ricordare che ogni bicchiere alzato il 15 agosto porta con sé un brindisi antico di venti secoli.
Buon Ferragosto a tutti voi cari lettori, ovunque voi siate, al mare o in montagna, così come lungo le sponde dei laghi e nelle città d’arte … sappiate divertirvi.
Lorenzo Valloreja













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