NICK FUENTES NUOVA GIOVANISSIMA STAR DELLA DESTRA ( E CHE DESTRA…) AMERICANA

Come purtroppo ben sappiamo, Charlie Kirk ha lasciato un innegabile vuoto nella destra statunitense “alternativa” o alt right, terminologia che io preferisco a quella di “estrema destra” che anche in Italia si è sempre piegata, nelle logiche del suo etichettare, alla cultura progressista e di sinistra prima, e poi in genere al Pensiero unico.

Ebbene, ad analizzare gli ultimi sviluppi in quel mondo il quale per quanto mi riguarda, è il più ideologicamente vicino nel grande e arioso panorama statunitense, sembra che tale vuoto si vada riempiendo non tanto in Turning point (il movimento fondato dal povero Kirk), quanto piuttosto in un nuovo soggetto movimentista detto America first, capitanato dal vulcanico Nick Fuentes. Vi sarebbe quindi un certo smottamento ulteriormente a destra, il che ha portato qualche nostro frastornato osservatore a parlare, rimangiandosi precedenti irritanti bollature di Kirk come odiatore o comunque estremista che sarebbe andato a cercarsi la morte violenta, di costui ora come “moderato”.

Ciò potrebbe portare il movimento Maga (Make America great again) zoccolo duro elettorale del presidente Donald J. Trump a spaccarsi ovviamente non in chiave direttamente filodem ma con qualche possibile rischio astensionistico ai prossimi appuntamenti elettorali tra cui in primis le importanti elezioni di mid term.

Un’ultima esplosiva intervista, il 28 ottobre, del celebre e potente Tucker Carlson “grande elettore” delle leadership della destra americana e non solo ha consacrato l’appena ventisettenne Fuentes, che a ruota libera non si è risparmiato in scorrettezze politiche (ormai, da quelle critiche del femminismo fino all’aborto, negli USA l’ennesima picconata al woke o al famigerato Pensiero unico sembra fare il tiro al povero piccione). Fuentes ha inoltre criticato fortemente le politiche delle lobbies ebraiche e di Israele, qui divergendo nettamente sia da Trump che dal Turning point attualmente guidato dalla vedova di Kirk. Ovviamente si espone ad accuse di antisemitismo alquanto rare nel panorama della destra USA dalla fine della seconda guerra mondiale: se c’è qualcosa che a Trump non è imputabile dai suoi accaniti detrattori nemmeno a voler spudoratamente mentire, è proprio questa con tanto di figlia (Ivanka) convertitasi quanto pare all’ebraismo del marito Jared Kushner.

Fuentes esprime apprezzamenti sulle figure storico-politiche sia di Adolf Hitler che di Stalin con una par condicio che farebbe trasecolare tanto un Tajani quanto una Schlein ma anche una Meloni quanto un Rizzo o un Alemanno. Infatti, nella suddetta intervista che potrebbe passare alla storia politica americana, Carlson è stato rimproverato dai benpensanti, anche repubblicani, di non aver per nulla preso le distanze dal fiume in piena delle affermazioni di Fuentes, a tratti annuendo.

Nick Fuentes non vuole, movimento che lo segue come influencer a parte, minimamente scindere il partito dell’ Asinello ma solo, con molta sincerità, riplasmarlo dall’ interno spingendo sull’acceleratore della sua conversione valoriale cristiano-nazionalista e ultra populista appena abbozzata, a suo parere, dai Bush in poi.

Dopo l’intervista, il suo seguito social, su X soprattutto, è aumentato enormemente giungendo sui sei milioni.

A. Martino  

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