IN BRASILE SI RIPETE IL MIRACOLO DELLE COLOSSALI STATUE DI FEDE. INAUGURATA UNA DEDICATA ALLA MADONNA, PIU’ ALTA DEL CRISTO DI RIO DE JANEIRO.
La statua della Libertà svetta su una piccola isola al largo della ben più grande e abitata Manhattan (cuore della cosiddetta Grande Mela ovvero New York), e dal 1886 è il più iconico simbolo della più iconica città della modernità. Essa è alta novantatré metri di cui però quarantasette consistono nel massiccio basamento.
La statua del Cristo Redentore di Rio de Janeiro, icona di analogo genere ma molto più spirituale e ovviamente immune da una certa simbologia luciferina e prometeica (ecco all’umanità la luce quindi la libertà), misura 38 metri escluso il basamento (8 metri). Essa, ultimata nel 1931, è una commovente testimonianza di devozione cristica negli anni in cui Pio XI istituì la festa di Cristo Re tuttora celebrata dai cattolici la prima domenica di Avvento: N.S. Gesù Cristo, spalancando le Sue braccia, sembra abbracciare la metropoli carioca con le sue favelas e i suoi ultimi, ma anche il Brasile tutto e in fondo il mondo intero.
Dopo quasi un secolo, un non proprio piccolo miracolo in un mondo sempre più stregato dall’ateismo e dal materialismo, e in un Brasile ove le chiese e chiesette evangeliche o protestanti che dir si voglia dilagano. Nella città di Crato, (stato di Ceará), è stata inaugurata il 13 novembre una colossale statua policroma dedicata alla Vergine Maria, nelle fattezze di Nostra Signora di Fatima. E’ alta ben 54 metri, così ponendosi come, credo, seconda statua al mondo.
L’opera completa il complesso ecclesiastico Nossa Senhora de Fatima dedicato alla spiritualità e ai pellegrini mariani, come a rendere Fatima accessibile anche nel Nuovo Mondo. Al di là della funzione religiosa, è prevedibile un fortissimo richiamo turistico e un inevitabile ritorno commerciale, che, nonostante scontati moralismi e purché al riparo da infiltrazioni criminali, sono anch’essi benedetti se daranno lavoro e faranno circolare denaro in una realtà con abissali differenze socioeconomiche.
L’inaugurazione è caduta proprio in giorni di dibattito teologico sull’ opporrtunità o meno di considerare la Madonna “corredentrice”.
A. Martino
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