NON C’E’ PACE PER NICOLAS SARKOZY: NUOVA CONDANNA DEFINITIVA, E SI RIAVVICINA IL CARCERE VISTO PRIMO DI LUI DA UN CAPO DI STATO FRANCESE SOLO NEL 1792

Oggi (mercoledì 26 novembre 2025) la Corte di Cassazione francese, come noi italiani la chiamiamo, o meglio Chambre d’accusation, ha respinto il ricorso di Nicolas Sarkozy per il cosiddetto affaire Bygmalion (una duplice fatturazione durante la campagna presidenziale del 2012). Esso è un caso ben distinto da quello che lo ha brevemente portato in carcere (gode ora della libertà vigilata), e che lo vede condannato per intercettazioni telefoniche illegali, e dall’altra grana per cui avrebbe accettato, o almeno cercato di ottenere, finanziamenti occulti da Gheddafi. La odierna condanna, che quindi ulteriormente aggrava la situazione giudiziaria che si snoda su tre fronti, e il dramma personale di Sarkozy, consiste in un anno di carcere di cui sei mesi senza sospensione condizionale.

Riporto uno stralcio significativo del comunicato ANSA:

“…..Per l’ex presidente francese si tratta della seconda condanna penale definitiva dopo quella nel caso “Bismuth”, quello delle intercettazioni telefoniche in cui era imputato, fra l’altro, di corruzione di un giudice.

Con la decisione della Cassazione, “Sarkozy, il direttore della sua campagna elettorale e i due direttori del partito politico che sosteneva il candidato sono condannati in via definitiva”, si legge nel comunicato della massima istanza giudiziaria di Francia. Passata in secondo piano con l’arresto di Sarkozy per la condanna nel caso dei fondi libici, con il processo in appello che lo attende in primavera, l’ex presidente si è visto respingere oggi l’ultimo ricorso possibile nel caso Bygmalion. Bygmalion era il nome della società creata da stretti collaboratori di Sarkozy attraverso la quale passava il sistema delle doppie fatturazioni………..

Le indagini rivelarono che, per nascondere l’esplosione dei costi della campagna elettorale, circa 43 milioni di euro contro i 22,5 autorizzati, fu messo in piedi un sistema di doppia fatturazione che faceva imputare le spese di gran parte dei comizi elettorali all’UMP, partito antenato dei Républicains, grazie ad accordi e convenzioni fittizie. Contrariamente ai coimputati, Sarkozy non era condannato per il sistema di false fatture ma per essere stato il beneficiario, come candidato, di un finanziamento illegale. Nei due precedenti gradi del processo, l’ex presidente ha contestato le accuse definendole “favole” e “menzogne”.

La pena in appello, per la quale il tribunale aveva ordinato la commutazione dei sei mesi senza condizionale in uno stato di libertà vigilata con obbligo di braccialetto elettronico, era lievemente inferiore a quella di un anno di carcere senza condizionale pronunciata in prima istanza nel 2021. Nel dicembre 2024, la Cassazione aveva già reso definitiva la condanna di Sarkozy a un anno di carcere senza condizionale ma con braccialetto elettronico nella vicenda delle intercettazioni.

L’ex presidente, che ha 70 anni, ha portato il braccialetto tra febbraio e maggio di quest’anno, poi ha ottenuto la libertà condizionata avendo scontato metà della pena”.

La moglie Carla Bruni, nonostante un atteggiamento alquanto distaccato all’inizio del tourbillon giudiziario, che aveva fatto malignare molti prevedenti il naufragio del matrimonio (i due hanno avuto una figlia), ha mostrato nelle fasi peggiori della vicenda come l’emissione di sentenze e la carcerazione, assoluta vicinanza al marito.

Aggiungo solo che l’unico caso di un ex capo di stato francese finito dietro le sbarre (costretto nel carcere del Tempio per lui e la regina consorte Maria Antonietta anticamera del patibolo), è quello di Luigi XVI nel 1792, deposto dall’ Assemblea nazionale e appunto arrestato, e processato con una condanna già scritta.

A. Martino

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