GLI AUGURI DI GIORGIA MELONI AGLI ITALIANI SU X: LA “RIVOLUZIONE DEL PRESEPE”
Auguri di Natale della nostra Presidente del consiglio dei ministri a tutti gli italiani, con parole inusuali e identitarie:
«Voglio rivolgere un augurio sincero a tutti gli italiani. A chi vive il Natale in famiglia, a chi lo celebra lavorando, a chi è sereno, a chi porta nel cuore una preoccupazione, a chi festeggia, e a chi semplicemente cerca un momento di pace. E voglio farlo a chi ancora una volta più di tutti ci ricorda cosa sia il Santo Natale. Anni fa vi ho detto prendiamo il pastorello e facciamo la rivoluzione del presepe, lo penso ancora. Il presepe non impone nulla a nessuno, racconta una storia, custodisce dei valori, rende più profonde le radici. E una nazione che conosce le proprie radici è una Nazione che non ha paura né del confronto, né del futuro.
Che si creda o no questo simbolo parla di dignità, di responsabilità di rispetto della vita, di attenzione ai fragili. Sono valori che hanno plasmato la nostra comunità, che meritano di essere custoditi e di non essere messi da parte per moda o per timore. Siate orgogliosi della vostra identità, del messaggio universale di amore e di pace che porta con sé. Che questo Natale possa regalare a ciascuno un po’ di luce, di calma e di forza; che possa essere un tempo per ritrovarsi, per guardare avanti con fiducia senza ovviamente dimenticare chi ha bisogno di aiuto e soprattutto senza dimenticare chi siamo. Buona Vigilia e buon Santo Natale a tutti», ha concluso nel suo video su X la premier.
Da parte mia, mi limito solo a far notare, con grande umiltà e in punta di piedi, e tenendo presente che è immensamente più facile criticare in luogo del governare, che la società italiana, dopo tre anni abbondanti di governo “sovranista”, è ancora strutturalmente conformata proprio secondo dettami opposti alla visione della Presidente del Consiglio.
Potrei parlare delle acquisizioni della ideologia gender, dell’aborto ormai considerato “diritto umano” e più inscalfibile della Costituzione stessa, del Natale orgia di consumismo. O della sempre meno inconfessata voglia di guerra che ci circonda ed è anche tra noi.
Voglio invece sollevare questa semplice obiezione relativa al problema dei problemi che è il sempre più celere declino demografico d’ Italia: ovvero, quando a essere coscienti delle famose “radici” sarà un popolo di ottantenni o addirittura di centenari (o meglio una sua parte), a cosa ciò servirà più?
In poche parole: il presepe va fatto per i bambini, non per i vecchi.
A. Martino













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