LA NOCIVITA’ INTRINSECA DEL PESCE ROSSO

“Quando il saggio indica la Luna lo stolto guarda il dito”. Questo noto proverbio cinese sintetizza efficacemente ciò che è accaduto nelle urne tra il 22 e il 23 Marzo 2026.


Come tutti sanno, o dovrebbero sapere, il referendum conclusosi da poco aveva lo scopo di mettere un po di ordine nel sistema giudiziario italiano. In pratica uno strumento per porre alcuni argini al CSM che a tutti gli effetti è un’entità a sé stante, pesantemente ideologizzata, autoreferenziale e intoccabile. Insomma una vera e propria Casta.


Poi si sa che, soprattutto in Italia, “fatta la legge trovato l’inganno”. Anche se una qualche riforma giudiziaria fosse stata realizzata, sicuramente sarebbe saltata fuori qualche gabola o qualche cavillo per aggirarla. Però un ritocco al sistema giudiziario sarebbe stato necessario. Per il bene di tutti. Sia dei cittadini che dei magistrati.


Purtroppo la stoltezza di una parte dei cittadini italiani li ha portati a focalizzarsi non sulla “Luna” (ovvero la riforma in sé) ma sul “dito che indica” (ovvero il governo che ha voluto e promulgato il referendum).
Diciamo che ci siamo trovati alle prese con una riforma giusta e sacrosanta ma proposta nei modi e nei tempi sbagliati.


Infatti è palese che il governo Meloni sia composto per almeno 2/3 da personaggi a dir poco imbarazzanti.

Per quanto riguarda la politica economica il governo in carica si è appiattito senza fiatare alle disastrose e folli direttive promulgate da quell’arnese inutile e grottesco chiamato Unione Europea. Di contro, in politica estera, Meloni & Co. hanno fatto letteralmente da zerbino agli stivali dello Zio Sam, eseguendo prontamente tutti gli ordini dettati da Washington, anche se contrari agli interessi dell’Italia stessa. Aggiungiamo pure un rincaro della vita senza precedenti e un costo dell’energia fuori controllo e non sarà difficile capire che questo referendum è capitato in un periodo di profondo scontento per gli italiani. Che, purtroppo, spesso tendono ad agire “di pancia”, istintivamente. Senza pensare alle conseguenze delle loro azioni.
E un’altra peculiarità negativa del popolo italico è quella di ridurre ogni questione, anche la più complessa, in tifoseria da stadio.


Gli esempi più recenti di questa dinamica sono stati No Vax contro Pro Vax, Pro Russia contro Pro Ucraina, Pro Palestina contro Pro Israele, Pro Trump contro Anti Trump e ultimamente, come detto prima, i tifosi del “NO” contro quelli del “SI”. E il sintomo più evidente di chi contrae la malattia del tifo (da stadio) è quello di provare un amore totale e irrazionale nei confronti della propria squadra e contestualmente nutrire un odio totale e irrazionale nei confronti delle squadre e delle tifoserie avversarie.

Quindi, come abbiamo visto, questo è il clima, il terreno di coltura nel quale il referendum si è palesato.


E ritengo che il periodo pre e post referendum meriti di diventare materia di studio per psicologi, sociologi e antropologi. Poiché ci ha fornito un’immagine impietosa di come milioni di italiani percepiscano la realtà circostante.

Infatti alla vigilia del referendum almeno il 90% di attori, cantanti, registi, presentatori e personaggi del cosiddetto jet set furono intruppati in blocco dal fronte del “NO” e, utilizzando tutti i media mainstream compiacenti, veicolarono la loro intenzione di voto.

Ma in un articolo scritto a ridosso del referendum il sottoscritto volle porre il focus su una curiosa “coincidenza”. E che cioè i testimonial del “NO” erano esattamente, millimetricamente gli stessi che sponsorizzavano sieri magici e punzonature durante il delirio pandemico. E trovai questo fatto oltremodo inquietante. Inoltre notai che tutti i politici sedicenti “difensori della Costituzione”, e fautori del “NO” (ça vas sans dire…), furono esattamente gli stessi che, anni fa, utilizzarono proprio la suddetta Costituzione come carta da culo approvando e sostenendo l’infame Green Pass.

E quindi alla luce di tutto ciò mi venne spontaneo formulare un dubbio amletico:”Gli italiani saranno capaci di farsi abbindolare una seconda volta dagli stessi personaggi?”. E purtroppo la domanda ha avuto una risposta affermativa, visti  gli ultimi risultati referendari.

Ma se andiamo a guardare bene la tifoseria da stadio non basta da sola a fuorviare e portare all’errore milioni di italiani. Secondo me nelle urne si è innescato un esplosivo “cocktail micidiale”, come si suol dire.

È come il nitrato d’ammonio. Ovvero un composto chimico utilizzato efficacemente in agricoltura come innocuo fertilizzante. Ma se esposto a determinate temperature può trasformarsi in un pericoloso esplosivo.

Ugualmente, come detto prima, nel periodo referendario l’odio cieco di certe tifoserie è deflagrato a causa della cosiddetta “memoria del pesce rosso”. Ovvero quella dinamica per la quale un pesciolino può passare giornate intere andando avanti e indietro all’interno di un acquario largo pochi centimetri. Poiché i suoi ricordi durano una manciata di secondi e quindi quando arriva ad una parete dell’acquario si è già dimenticato del  perché si trovi lì. Perciò torna indietro verso l’altra parete, per poi ripetere lo stesso percorso ad libitum.

Quindi la memoria cortissima di tanti elettori ha fatto sì che una Casta già di per sé potente e intoccabile sia diventata ancora più potente e al di sopra di ogni controllo. E purtroppo abbiamo già constatato, da una cospicua parte di magistrati, degli evidenti sintomi da “delirio di onnipotenza” a pochi minuti dai risultati definitivi del referendum. Sto parlando di quei video diventati virali nei quali si vedono dei servitori dello Stato, che dovrebbero risultare imparziali e discreti, cantare e ballare inneggiando ad una precisa ideologia politica.

Da più parti  ci si è chiesto cosa sarebbe successo se gli stessi atteggiamenti scomposti fossero stati perpetrati da militari o rappresentanti delle Forze dell’Ordine…

Quindi, concludendo, tra il 22 e il 23 Marzo 2026 è stata persa un’occasione, forse irripetibile, per limare le unghie affilate di un apparato statale dal potere invasivo e ipertrofico. Ma questo potere pressoché illimitato non sarebbe stato possibile concederlo se non grazie ad una popolazione qualunquista e sprovvista di memoria.

E senza una memoria storica un Popolo non può progredire. Senza un passato è impossibile costruire un futuro. E le piante senza radici sono destinate a finire nel bidone dell’umido.

Per questo mi sentirei più al sicuro in un mare infestato da pescecani piuttosto che in un Paese popolato da pesci rossi.

Alessio Paolo Morrone

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