81 ANNI DALLA GRANDE VITTORIA: MEMORIA, PACE E DIALOGO
In occasione dell’81° anniversario della Grande Vittoria Patriottica, il Presidente dell’Associazione degli Italiani amici della Russia, Lorenzo Valloreja, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “desidero rivolgere il mio più sincero saluto al popolo russo, un grande popolo che nel corso della storia ha più volte dimostrato amicizia e vicinanza all’Italia.
Il mio pensiero va anzitutto al sacrificio immenso sostenuto dall’Unione Sovietica durante la Seconda guerra mondiale. I ventisette milioni di morti, tra civili e militari, rappresentano una delle più grandi tragedie della storia contemporanea e costituiscono un tributo umano che nessuna coscienza europea dovrebbe dimenticare o minimizzare.
È storicamente innegabile che il sacrificio sostenuto dall’Unione Sovietica abbia contribuito in modo decisivo alla trasformazione politica dell’Europa e alla fine dei regimi autoritari che avevano segnato il continente, determinando quell’assetto europeo dal quale si è poi sviluppato il percorso democratico dell’Europa occidentale.
Al di là delle ideologie del Novecento e delle contrapposizioni del presente, credo sia doveroso riconoscere il ruolo storico svolto dal popolo russo nel destino del continente europeo. La Russia, infatti, resta una componente essenziale della storia, della cultura e della civiltà europea.
Così come il mondo civile riconosce il peso storico delle grandi tragedie che hanno segnato altri popoli nel corso del Novecento, allo stesso modo ritengo che il sacrificio del popolo russo durante la guerra non possa essere rimosso, dimenticato o relativizzato.
Desidero inoltre ricordare i numerosi momenti nei quali il popolo russo ha dimostrato concreta amicizia verso l’Italia: dall’aiuto prestato dopo il terribile terremoto di Messina del 1908, all’importante sostegno fornito dopo il sisma dell’Aquila del 2009, che contribuì alla ricostruzione di Palazzo Ardinghelli e della Chiesa di San Gregorio Magno, fino alla missione umanitaria inviata durante l’emergenza Covid-19.
La storia ci insegna che, anche quando i popoli si trovano in stagioni difficili o in posizioni contrapposte, ciò che unisce resta spesso più profondo di ciò che divide. Per questo ritengo fondamentale continuare a costruire ponti culturali, spirituali e umani tra Italia e Russia, nella convinzione che nessuna autentica pace europea possa nascere dall’isolamento reciproco.
A tal proposito desidero esprimere il mio apprezzamento verso Pietrangelo Buttafuoco, Presidente della Biennale di Venezia, che ha recentemente dimostrato coraggio culturale e volontà di dialogo, ricordando come in Italia esistano ancora uomini capaci di favorire l’incontro tra popoli e civiltà.
Il mio pensiero va inoltre al Santo Padre, instancabile costruttore di pace e di dialogo in un tempo segnato da conflitti e incomprensioni.
Con sincera speranza auspico che questo possa essere l’ultimo anno di guerra e che il ritorno della pace consenta di riaprire una stagione di collaborazione, rispetto reciproco e fratellanza tra i popoli europei”.
A. Martino













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