LA GRANDE AVIDITA’ PARASSITA DELLA GRANDE BELLEZZA: DUE EURO PER AVVICINARSI ALLA FONTANA DI TREVI.
C’era da aspettarselo. Il Comune Roma capitale ha bissato il lucrativo provvedimento del biglietto per visitare il Pantheon (si veda il mio vecchio articolo PER ENTRARE NEL PANTHEON ORA SI PAGA del 6 luglio 2023). Come ormai sarà ben risaputo, per visitare quella che ora sarebbe una chiesa anzi una basilica pontificia ovvero fin dal 609 Santa Maria ad Martyres così sancendo l’inviolabilità materiale di non il più grande e maestoso ma secondo me il più evocativo e suggestivo edificio di Roma antica, sono necessari al turista ben cinque euro (previste esenzioni bontà loro per i cittadini dell’ Urbe e per le scolaresche).
Dal 2 febbraio, ce ne vogliono “solo” due per scendere lungo il perimetro della grande vasca della Fontana di Trevi e lanciare così (bizzarra superstizione che già garantiva un discreto introito alle casse comunali) una monetina (spesso nella valuta del turista diversa dall’euro quindi di non facile convertibilità non essendo banconota) che dovrebbe garantire al conferente nelle acque fontanili forse più famose del mondo il ritorno a Roma. Sono stati realizzati persino dei poco barocchi tornelli, appunto per consentire al pagante l’accesso, probabilmente possibile anche con la solita immancabile app.
Non si paga nelle ore notturne e della prima mattina: è una specie di tassa sul “pienone”, quindi. Nella prima settimana del balzello (dal due all’ otto febbraio), a fronte di cinquantamila accessi (tutto sommato non molti se si conosce l’attuale ressa attorno al monumento ma ha piovuto molto spesso), sono stati introitati ben ottantacinquemila euro: una cifra enorme, che proiettata statisticamente nel futuro dovrebbe da sola garantire qualsiasi manutenzione e mantenimento alla Fontana di Trevi e non solo. Col Pantheon poi, considerata la tariffa a cinque euro, dovrebbe andare molto meglio.
Ma che fine fanno, questi fiumi di soldi che speculano sulla Grande Bellezza come uno scespiriano Mercante di Venezia o, assai meno grandiosamente, come col famoso fiorino della scena del film con Roberto Benigni e Massimo Troisi ?
Eppure, di sicuro, Roma capitale, e i vari enti locali e statali, ma anche, diciamolo, tanti operatori commerciali continueranno a piangere miseria e a inveire contro il disgustoso turismo di massa o overtourism.
La mia è una opinione personale e sicuramente discutibile, ma trovo semplicemente squallido che si lucri non al livello d’indotto ma direttamente, appunto, sulla Bellezza, l’ Arte, le nostre più profonde se non addirittura ancestrali radici. Solo un tempo di forsennato materialismo e di avidità fatta sistema e assisa su poltrone e poltroncine, poteva concepire tali mostruosità.
A. Martino













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