ANCORA UN RAPIMENTO DI STATO. PRELEVATI DALLA FAMIGLIA I PICCOLI FRATELLI DELL’ANGELO DI CAIVANO: “UNA CASA TROPPO SPORCA E MAL TENUTA”.

Parrebbe che il nostro stato abbia la mano più pesante con le famiglie italiane che con quelle immigrate (almeno tendenzialmente).

La “famiglia nel bosco” non mi sembra una eccezione macroscopica a quanto detto.

I coniugi Trevalion sono “extracomunitari” più per passaporto che per percezione popolare, essendo pur sempre “occidentali”: britannico lui, australiana lei.

“Tutti gli studi internazionali dicono che la partecipazione dei genitori al percorso formativo del figlio è fondamentale per il successo scolastico. Ci sono dati e raccomandazioni Ocse in tal senso. Abbiamo deciso che se ci sono gravi problemi di inserimento scolastico deve essere incentivato il percorso di apprendimento linguistico dei genitori. La scuola ha obbligo di segnalare ai servizi sociali e questi disporranno un percorso di lingua italiana per i genitori. Nell’ipotesi di mancato assolvimento del percorso son previste sanzioni da 200 a mille euro“. Lo ha detto il ministro Valditara dopo il Cdm.

Ebbene, una prima bozza decretale prevedeva ben più che una multa: l’allontanamento dei figli dai genitori refrattari all’idioma di Dante Alighieri e Alessandro Manzoni. Ci hanno ripensato, direi.

Non ha infatti ottenuto gran risonanza sui media il provvedimento di allontanamento da casa dei tre figli di Pietro Loffredo – il padre di Fortuna, la bambina uccisa a Caivano, nel Napoletano, nel 2014, dopo una storia di abusi assolutamente extradomestici- e della compagna Giovanna, residenti in contrada Iconicella di Lanciano (CH).

Pare che vi siano motivazioni legate a sporcizia e disordine nella casa familiare.

D’accordo, ma allora quanti figli avrebbero dovuto, o devono, essere allontanati dai loro genitori? E poi, non sempre una casa tutta a puntino è sinonimo di ambiente in cui crescere felicemente e sanamente. E neanche genitori laureati che discettino dei rischi dell’ intelligenza artificiale o delle cause della caduta dell’ impero romano.

Ma certo, bisogna dire (salvo querele e sanzioni varie minacciate dal sindaco di Lanciano) che le istituzioni e dei professionisti sanno quello che fanno, che bisogna rispettare, avere fiducia bla bla bla. Messaggio ricevuto. Poi, nel proprio cervello e nel proprio cuore, ognuno la pensi a modo proprio al riparo da qualunque scartoffia.

Spero si possa però almeno affermare che un po’ più di pietà, da parte di tutti e soprattutto degli autori della probabile “spiata” a carico di Pietro Loffredo, padre fra i più sfortunati al mondo, non avrebbe guastato.

A. Martino

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