LA VISITA UFFICIALE DI XI CULMINA NELLA CENA DI GALA ALLA CASA BIANCA ALLO STESSO TAVOLO DI ELON MUSK. MA NON SIAMO ALL’IDILLIO TRA CINA E USA.

Non sembra che la visita ufficiale di Xi a Washington sortisca risultati storici: serve a mantenere in piedi il dialogo tra la massima potenza mondiale e l’altra massima potenza (quella emergente però).

I due leaders si sono alquanto ripetuti, compresa la citazione di Tucidide da parte del presidente cinese.

Sicurezza (leggasi Taiwan e Iran), tecnologia, super intelligenza (The Donald preferisce così chiamare la IA, o AI come si dice dalle parti sue).

Ampia presenza, anche questa volta, dei super imprenditori ultramiliardari delle big (o very big) tech oltre all’ immancabile Elon Musk.

Accoglienza sfarzosa quella ordinata dal presidente-tycoon, anche se sgradita a molti parlamentari repubblicani e anche al Maga,

Mentre, dopo la visita agli Archivi nazionali di Washington con relativa rituale visione dell’ originale della Costituzione USA, Xi Jin Ping e consorte si apprestano al ritorno a Pechino, proporrei di soffermarci sulla cena di stato: Trump in smoking, Xi in un completo da sera alla Mao-rivoluzione culturale con la sua signora in un abito rosso lungo (rosso bandiera direbbero i cinesi). Melania Trump in bianco e nero (pantaloni D & G, camicetta YSL) col potente marito sulla destra e Musk sulla sinistra, lungo un tavolo circolare come tanti altri.

Laa coppia presidenziale cinese era arrivata per la cena a bordo della limousine made in China Honqi N 701. Quattrocentocinquanta invitati e rammarico di Trump per gli intoppi alla realizzazione della famosa nuova Ball room.

Entrambi i presidenti hanno citato i precedenti storici dei passi di amicizia fra Cina e America.

Trump ha citato la prima visita di una delegazione dell’allora Celeste Impero a Boston, affermando che questa cena è come una seconda puntata di quella che,  158 anni fa, vide i maggiori personaggi del mondo del business e della cultura incontrare gli ospiti cinesi. Xi ha fatto altri esempi: George Washington collezionista di porcellane; la «lotta comune contro gli aggressori militaristi giapponesi ottant’anni fa» e la diplomazia del ping pong durante la Guerra fredda che culminò nella visita di Nixon a Pechino. I commensali hanno brindato con lo stesso spumante americano, lo Schramsberg Blanc de Noirs, che fu usato nel «Brindisi della pace» di Nixon con il premier cinese Zhou Enlai a Pechino nel 1972.

Fuori, ben distanti dal 1600 di Pennsylvania Avenue, manifestanti pro Xi ma anche non pochi ostili che con megafoni urlavano slogan quali : «Tenete Taiwan Libera!», «Tibet Libero», «Hong Kong Libera», «Xi Jinping non sei il benvenuto», «Fermate il genocidio degli uiguri», «Liberate Jimmy Lai».  

La poderosa banda militare ha messo decisamente in sordina questi manifestanti indesiderati che però stavano a Washington invece che a Pechino, quindi non hanno rischiato qualcosa di molto peggiore.

A. Martino

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