LA RUSSIA HA TESTATO CON SUCCESSO ED ENTUSIASMO IL VETTORE NUCLEARE BUREVESTNIK
Lo stato maggiore dell’esercito russo, durante una visita del presidente Vadimir Putin (in regolare uniforme da ufficiale) in cui si sono annunciati progressi significativi al fronte (peraltro liquidati come falsi annunci dagli omologhi ucraini), ha annunciato che il 21 ottobre è stato testato con successo un nuovo missile da crociera chiamato 9M730 Burevestnik, un vettore a propulsione nucleare capace di trasportare testate atomiche.
E’ il caso di sottolineare che non è un missile tout court nucleare, ma che la sua propellenza (potenza di gittata ma anche di resistenza a stress tra cui innanzitutto il carico, per intenderci) è dovuta all’energia nucleare. Certo, purtroppo, è in grado di trasportare testate atomiche, ma non solo. La sua autonomia sarebbe illimitata, e senza precedenti le sue capacità di carico. Serie le sue capacità di concorrenza con la gamma Starlink di Elon Musk.
E questa eccezionale capacità prestazionale a parte le più immediate implicazioni militari preoccupa Washington, tanto da indurre Trump ad affermare che “la Russia farebbe meglio a negoziare, non a testare missili”.
Secondo il capo di stato maggiore Valery Gerasimov, durante il test il missile “ha coperto una distanza di 14.000 chilometri”, ma potrebbe essere utilizzato ” contro bersagli altamente protetti a qualsiasi distanza”. Quindi anche negli Stati Uniti, e molti vi hanno visto una brutta allusione. Un vettore ‘senza eguali, invincibile’, il commento orgoglioso dello Zar. Che ha aggiunto: “ “Ho un rapporto dell’industria e le valutazioni del Ministero della Difesa sono generalmente note. Dopotutto, si tratta di un prodotto unico, diverso da qualsiasi altro al mondo….” .
Burevestnik sta per “uccello delle burrasche”, e il suo nome in codice per la NATO (ormai decodificato, direi) è Skyfall. La sua sperimentazione sarebbe infatti iniziata otto anni fa, ma svariati test diedero sempre risultati negativi; credo quindi, che nonostante un certo trionfalismo, vi sarà bisogno di qualche prova di conferma.
D’altronde, la Russia sin dall’epoca staliniana ha sempre visto le sue tecnologie nucleari (non solo quelle per utilizzi pacifici) come una eccellenza nazionale: i primi sommergibili a propulsione atomica furono sovietici, non americani. E in genere, la produttività militare ivi è sempre vista non come la faccia oscura dell’ industria, ma una eccellenza (come oggi si suol dire) quale un’altra, da non nascondere nel sottoscala: a qualcuno formaggi o prosciutti o orologi di lusso, a loro missili o fucili mitragliatori d’assalto economici ma affidabili (vedi i Kalashnikov)
ll Burevestnik è, come già detto, un missile da crociera (cruise) subsonico alimentato da un reattore nucleare. I missili cruise, a differenza dei missili balistici, hanno una propulsione autonoma e seguono percorsi ovviamente impostati alla fonte ma non eterodiretti, sono cioè guidati da un calcolatore a bordo oppure dai satelliti di navigazione;volano a quote molto basse che contrariamente a quanto si possa pensare non li rendono vulnerabili alla moderna contraerea ormai praticamente non più ottica, ma anzi sfuggono ai radar e con la loro mobilità imprevedibile possono evitare gli intercettori anti-missile. Sembra che così siano agevolati nel penetrare le difese nemiche.
Tale postura comunicativa così muscolare e militare della Russia è vista in relazione non tanto alla guerra petrolifera scatenata da Trump, quanto piuttosto al dibattito accesosi in Europa sul sequestro degli assets russi.
A. Martino













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