L’IMMIIGRAZIONE EMARGINATA SFASCIA NON SOLO LE VETRINE MA ANCHE IL MODELLO EUROPEO. E CHI DICE LE PAROLE RELATIVAMENTE PIU’ SENSATE E’ DONALD TRUMP.

Da ADN Kronos: “Questo è terrorismo in piazza e la risposta deve essere il pugno duro”. Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, collegandosi da remoto per presentare la proposta di legge di FN sull’ordine pubblico si esprime così sulle violenze che nel weekend hanno devastato Milano. “Non c’è nulla di inatteso. Sono anni che siamo invasi da nullafacenti e anni che la sinistra soffia su questo vento di rivolta” per fini elettorali. “Ricordo che a Milano spazi devastati sono stati quelli come la Champion. Strano che non sono stati presi d’assalto panetterie. La fame di giustizia sociale passa poi per sneaker firmate”, dice, affermando che “gli atti criminali non si combattono con fiori e interrogazioni parlamentari ma con i fatti”. Servono “pene severissime”. 

Così il generale Roberto Vannacci. Credo però che tutto ciò, pur assolutamente non inadeguato e innegabile, non sia affatto sufficiente e risolutivo. Siamo dinanzi a un profondo fallimento di modelli culturali basati su secolarizzazione e progressismo, e dei dogmi dell’immigrazionismo.

E non dovrebbe essere immune da un ripensamento autocritico anche il mondo cattolico più “neocattolico” (gerarchie in primis) sostanzialmente favorevole, ormai da almeno venti anni, a un’accoglienza indiscriminata paradossalmente indifferente, in fondo, a qualunque valutazione socioculturale e persino religiosa. La secolarizzazione parte in fondo dalla Chiesa stessa che non è andata molto oltre lo sfamare i genitori dei “maranza” o i “maranza stessi” alle mense della Caritas o francescane.

Dubito che questo ceto politico riuscirà a trarre conseguenze, e che tutto questo si ridurrà da parte della sinistra, a qualcosa più del monito a “non strumentalizzare frange di violenti”.

Dall’ altra parte ovvero dal governo, si aumenteranno i militari in strada e ci sarà l’ennesima decretazione d’urgenza e ad hoc per cui il diritto penale è ormai determinato dalla cronaca. Siamo all’ottavo decreto sicurezza.

Forse più vicino a un aspetto nodale della situazione è andato il presidente USA Donald Trump, che ha attribuito la responsabilità delle rivolte in Francia e in Italia all’immigrazione, avvertendo: “Devono chiudere i confini” o “sono finiti“. “Io avevo detto che sarebbe successo, è una cosa molto triste da vedere, per me“, ha detto Trump. “Quello che è successo è che hanno fatto entrare le persone, non le hanno fatte uscire, e sono entrate a milioni. Onestamente, ora sono Paesi diversi da com’erano 10 anni fa“, ha aggiunto.

Se Trump affonda il coltello nella piaga meno di quanto potrebbe (non sarebbe per l’eurocrazia un tiranno più o meno aspirante, un leader inaffidabile, un fautore di caos?), a Mosca e Pechino non si sta sicuramente nella pelle dinanzi alle immagini di follia e rabbia saccheggiatrice e distruttrice di Milano e soprattutto Parigi.

A. Martino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *