ALTRO CHE TAGLI ALLA DIFESA. PER IL “RIARMO” L’ ITALIA MELONIANA PRENDE SOLDI IN PRESTITO DALL’ EUROPA.

A parte il fatto che secondo la Fondazione Gimbe (non è la propaganda russa e nemmeno quella MAGA) fra il 2023 e oggi la sanità ha perso quasi 19 miliardi in rapporto al pil, la novità in questa fase di documento programmatico per la finanza pubblica base della legge di bilancio di fine anno, è che per il ” riarmo” i soldi li prenderanno in prestito dalla Commissione europea.

Questo il meccanismo: essa ritenuta sui famosi ” mercati’ più affidabile di ogni singolo stato dell’Unione, reperirà 150 miliardi (ovviamente a titolo pur sempre oneroso) che girerà a chi ne farà domanda a scopo militare. Il senso? Per quanto ci riguarda, dovrebbe costarci meno che farlo con Bot o BTP anche se pur sempre di debito si tratta. Ma vuoi mettere essere debitore di Bruxelles e, direttamente, di qualche banca d’ affari di Manhattan o della City? Hai visto, che significa non fare le cose ” da soli”?

L’ Italia dovrebbe prendere una cifra tra 8 e 14,9 miliardi, la Polonia ben 43 (cerca la botta di vita del più grande esercito d’ Europa in derby con l’Ucraina), la Germania non è della partita preferendo razionalmente l’indebitamento in proprio. Restituzione in 45 anni.

Queste le caratteristiche precipue del Safe (Security action for Europe). 

Vi saranno comunque anche 29 miliardi di deficit in più per due anni (non proprio armi ed equipaggiamenti ma. fondamentalmente stipendi ai militari) divisi con l’energia.

Passati due anni, o improbabili diminuzioni di stipendi alle stellette, oppure tagli o tasse a seconda della scelta politica.

L’ impressione ricavabile da tutto questo scenario finanziario da distopia è quella di elites europee che, avendo perso la scommessa di un collasso militare e ancora più dell’implosione del Sistema russo, ora sono costrette a una escalation finanziaria per non ammetterlo. Molto diverso è l’atteggiamento dell’amministrazione americana che nell’ ottica trumpiana del business da cogliere ove si profili, cerca di convertire una mega grana ereditata dalla presidenza dem di Biden in qualcosa di conveniente almeno per compensare la un po’ folle avventura nel Golfo persico (vedasi gasolio).

Pragmatismo americano (ai limiti del cinismo) batte ideologismo del Vecchio continente 100-1.

A. Martino

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