QUERELLE VANNACCI: ALTRO CHE BIPOLARISMO DEL MINISTERO, CON IL GENERALE È STATO PREDISPOSTO UNO “SLIDING DOORS” SOPRAFFINO.

Gli italiani, nella maggior parte dei casi, all’estero, si fanno sempre notare e spiccano perché l’Italia è un Paese difficile sotto ogni punto di vista, una vera giungla piena di animali dagli artigli affilatissimi. Li troviamo dall’economia alle scienze, dall’arte alla politica. È dunque naturale che chi sopravviva a un simile “ecosistema”, se immesso in un ambiente più tranquillo, si distingua per la propria marcia in più. In altri termini, noi, con il resto del mondo, ci giochiamo a pallini, e questo è valido anche per la politica.

Questa è la terra dei bizantinismi, dove, se si vuole che tutto rimanga come è, “bisogna che tutto cambi” e la contestuale destinazione del Generale Vannacci a un incarico operativo, come tra l’altro da lui richiesto in precedenza, con l’apertura ufficiale dell’inchiesta disciplinare nei suoi riguardi per la pubblicazione dell’ormai noto “IL MONDO AL CONTRARIO”, rientra proprio in questo contesto.

Premesso che Roberto Vannacci, un Generale di Divisione – cioè un uomo che percepisce, più o meno, uno stipendio di 5000 Euro netti per 13 mensilità + l’autista con la macchina + soggiorni low cost nelle decine di foresterie della Difesa + varie indennità – con un orizzonte lavorativo di altri 11 anni, di certo non andrebbe mai a rischiare la propria carriera al buio se qualcuno, in precedenza, non l’avesse comandato, dietro apposite assicurazioni, a fare una simile operazione.

Ricordiamo a tal riguardo che, nel 2000, a Mostar, il nostro Generale era inquadrato nella Divisione multinazionale “Salamandre” dove si occupava delle “operazioni psicologiche militari” (PSYOP) del contingente, cioè, nella produzione dell’informazione poiché, come da dottrina, le “PSYOP” altro non sono che “l’insieme di prodotti e/o azioni che condizionano o rafforzano attitudini, opinioni ed emozioni di specifici target quali Governi di Paesi stranieri, organizzazioni, gruppi o singoli individui al fine di indurli a comportarsi in modo tale da supportare gli obiettivi che gli operatori si sono preposti”.

Ed oggi, quando gli si chiede la sua posizione rispetto alla NATO, all’Euro ed all’UE, glissa incentrando la discussione esclusivamente sulle problematiche trattate nel suo libro. Dunque, fatevi la domanda: chi ce l’ha mandato? Ora, datevi la risposta …

D’altronde, non sarebbe né il primo, né l’ultimo personaggio sceso in politica per frantumare la sempre più consistente platea dei sovranisti: da Grillo alla Meloni, passando per Salvini, tutti hanno fatto il contrario rispetto a ciò per cui erano stati votati e questo ha portato nocumento non tanto alle loro creature politiche quanto alla fiducia nel cambiamento.

Ora, però, nella guerra tra bande che imperversa nei Palazzi del potere, chi non vuole essere scavalcato nel sovranismo dal Generale Vannacci ha pensato bene di usare il bastone e la carota, infatti:

  • Se Vannacci torna nel silenzio e non scende in politica, l’inchiesta si concluderà in un nulla di fatto e il nuovo incarico proseguirà alla grande tanto da portarlo a una nuova promozione;
  • Se Vannacci, invece, si candiderà alle Europee, l’inchiesta andrà avanti e il Generale sarà condannato con sanzioni pesantissime.

Questo è il vero senso del bipolarismo manifestato dal Ministero della Difesa in questa vicenda: altro che “Mondo al Contrario”… qui siamo di fronte a una logica sopraffina.

Lorenzo Valloreja

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