DOPO IL MISSILE BUREVESTNIK, PUTIN ANNUNCIA IL SUPER SOMMERGIBILE NUCLEARE SENZA PILOTA POSEIDON
La Russia non sembra decisamente seguire il consiglio (o ordine) di Donald Trump, per cui farebbe meglio a negoziare invece che a sperimentare missili.
A pochissimi giorni dall’ annuncio del presidente Vladimir Putin e del capo di stato maggiore delle forze moscovite circa il missile Burevestnik a propulsione nucleare, è lo stesso Putin in margine a un incontro con dei veterani, ad annunciare il riuscito test di un analogo micidiale ordigno, stavolta sottomarino. Più che un missile, si potrebbe definire, come si vede dalla foto, un impressionante siluro, se non un sommergibile senza pilota. Una simile arma è per così dire, “sprecata” per affondare una unità nemica, e sembra concepita piuttosto per devastare una costa o per innescare un apocalittico quanto radioattivo maremoto.
Riporto da Il fatto quotidiano: “…..La Russia ha provato il 28 ottobre, per la prima volta, il missile sottomarino a propulsione nucleare Poseidon, affermando che “non esiste nulla di simile al mondo”. Putin, citato dal canale Telegram del Cremlino, ha detto che “la potenza del Poseidon supera di gran lunga quella del nostro missile intercontinentale più promettente, il Sarmat“. Un’arma che però non è ancora “in servizio”, anche se lo “sarà presto”, ha aggiunto il capo del Cremlino. Poi ha dichiarato che “non esiste al mondo niente di paragonabile” al Poseidon “in termini di velocità e profondità” e che “non c’è modo di intercettarlo”. Tutte dichiarazioni che, però, non sono verificabili. “Per la prima volta siamo riusciti non solo a lanciarlo da un sottomarino utilizzando il suo motore di spinta, ma anche ad avviare il reattorenucleare con cui l’apparato ha viaggiato per un certo periodo di tempo”, è la versione di Putin, che ha definito il test “un enorme successo…..”
Gli USA non possono certo rimanere a guardare, e Trump ha indirettamente replicato annunciando purtroppo la ripresa dei test nucleari americani. Non spirano decisamente venti di pace, e intanto sul fronte ucraino, sembra proprio che lo snodo di Pokrovsk, chiave per i rifornimenti ucraini nel Donbass, veda sempre più infiltrarsi forze russe.
A. Martino













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