CON LA MORTE DI GIORGIO FORATTINI, L’ITALIA PERDE IL MAESTRO INDISCUSSO MONDIALE DELLA SATIRA FATTA CON LA MATITA
E così, all’età di novantaquattro anni, al termine di una vecchiaia serena e di una felicità da lui confessata tale grazie al rendimento anche economico di una genialità artistica mai disgiunta dalla libertà di espressione che osava dove nessuno aveva mai osato, e mai più oserà, se n’è andato l’artista Giorgio Forattini.
Lo chiamo artista, non vignettista o fumettista il che mi parrebbe francamente riduttivo.
Collaboratore di più di un quotidiano e settimanale ognuno dei quali leader di opinione, fu il cantore irridente e satirico della politica italiana, a volte anche fino al sarcasmo feroce.
Vere opere d’arte della satira surclassanti le pur elaborate e ultra metaforiche costruzioni ottocentesche, le sue se non erro oltre quattordicimila vignette spesso a colori e a tutta pagina come una volta su Panorama le “mascalzonate”, rappresentano un universo di straordinaria fantasia e spirito critico-osservativo. Hanno dilagato anche fuori dall’ Italia, come il Fanfani-tappo di bottiglia di spumante all’indomani del referendum sul divorzio o il coccodrillo lacrimante e con coppola a forma di cartina della Sicilia all’indomani, questa volta, di un delitto gravissimo ivi avvenuto.
Querelato da D’Alema-baffetto ma in divisa hitleriana, ci rimise mezzo miliardo di lire (o meglio, pagò il suo giornale) ma continuò a raffigurarlo senza faccia, e sempre sbianchettando la lista dei finanziati dall’ URSS.
A Gianni Agnelli proprietario de La Stampa che pure lo ricopriva di oro pur di averne la matita, provocò nel 2002 una grossa grana col mondo ebraico, con una vignetta (che qui pubblichiamo) che parrebbe disegnata qualche mese fa, quando fu colpita la chiesa cattolica di Gaza. Finora reperibile in rete esclusivamente quanto assurdamente sul sito dell’Osservatorio dell’antisemitismo, L’Ortis “osa” pubblicarla oggi.
Essa dimostra la grande sincerità e libertà di Forattini, che inoltre ad esempio, pur “perseguitando” Bettino Craxi al potere e raffigurandolo in camicia nera e stivaloni, gli avrebbe reso omaggio, matita su carta, quando sarebbe morto nell’esilio tunisino.
Gli attuali vignettisti satirici sono dei bravi professionisti e riempitori di piccoli spazi residuali dei giornali cartacei che in sempre minore quantità ancora si vendono. Nessuno, come Forattini, sa nemmeno lontanamente essere spietato e giudicante (anche sbagliando, perché no?) con i potenti in carica, e pietoso con i deboli.
A. Martino













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