LA INDICIBILE FINE DEL SUB AUSTRALIANO CI CONFERMA CHE L’AMBIENTE E’ IDEOLOGIA, LA NATURA REALTA’ (A VOLTE, QUINDI, ORRENDA).

Simon Nellist, sub e istruttore subacqueo di 35 anni, è stato aggredito e praticamente divorato da uno squalo bianco al largo della spiaggia di Little Bay a Sidney, in Australia. Stava nuotando per allenarsi in vista di una gara di beneficenza che si sarebbe svolta nel prossimo fine settimana. L’attacco mortale è avvenuto mercoledì 16 febbraio, intorno alle 16.30. Lo squalo lo ha letteralmente in gran parte mangiato e i resti del corpo del sub sono stati trovati a pezzi nell’acqua. Nelle ore successive sono stati recuperati altri poveri resti.

Sembra che si tratti del primo attacco mortale di uno shark nella zona, dopo quasi 60 anni. Secondo le autorità locali, ad attaccare il disgraziato sarebbe stato uno squalo bianco della lunghezza di più di 4 metri. Diverse persone che si trovavano nella zona, tra cui alcuni pescatori, hanno testimoniato l’orrendo accaduto. “Abbiamo sentito urlare, poi è stato trascinato sotto tra schizzi d’acqua e sangue. Lo squalo non si fermava. È stato orribile” ha raccontato un pescatore. Le autorità hanno continuato a cercare i resti, ma lo squalo non è stato trovato.

La notizia ha fatto il giro del mondo, con commenti tra il (comprensibilmente) inorridito e il (meno comprensibilmente) stupefatto. Patetici poi gli sforzi delle “autorità” per rintracciare lo squalo (forse volevano notificargli un provvedimento giudiziario?), e per illudersi di comporre una salma straziata con gli avanzi di tale mostruoso pasto.

Si è parlato di una scena da “film dell’orrore”, ma è sbagliato. E’ pesante a me stesso ammetterlo, ma è una certa cosa detta Natura: sono costretto a tragicamente riportarmi proprio al mio ultimo articolo.

L’ Ambientalismo vorrebbe un Ambiente appunto, in cui gli squali non sono delle tremende bestiacce al vertice della piramide alimentare, ma solo una specie di voraci pescioloni tra cui i folli di certi documentari si immergono, dopo che probabilmente i primi sono stati rimpinzati come con una pompa anti incendio. Gli “esperti” garantiscono che basta sapere come trattarli, battendo le mani ecc. . Per la Natura invece, lo squalo è una tra le sue tante macchine per mangiare: di tutto, dai copertoni di camion agli esseri umani. E’ per quello che esiste, fin dalla notte dei tempi, e come tutti gli esseri più temibili è tra i meno darwinianamente evoluti; non è neanche tanto intelligente, sa solo che deve usare i suoi terrificanti denti e ingoiare, e il sangue (altrui, compreso quello di altri squali) lo fa impazzire. E’ probabile, che nell’economia della Creazione o anche del Disegno intelligente, una simile iattura navigante, ci debba ricordare che non siamo nulla se Egli in quel momento non guarda a noi; o più laicamente, la nostra spaventosa inermità se privi di armi efficaci o protezioni artificiali.

Insomma, ha ragione la saga cinematografica de Lo Squalo, non date retta allo zoologicamente corretto, e sicuramente mi ringrazierete. E poi, chissà quanti esseri umani vengono quotidianamente ghermiti dai simili di questo tremendo predatore australiano: magari avviene lungo le sperdute coste di Tonga o Kiribati o Tuvalu. L’Australia fa molto più trendy, è terra di surfisti ecc: ma anche di pitoni e coccodrilli. Alla larga da foreste, coste e corsi d’acqua.

A. Martino

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