CINQUANTA ANNI FA, LA SCONFITTA DELL’ITALIA CATTOLICA E DELLA TRADIZIONE SUL DIVORZIO. E’ L’UFFICIALE INIZIO DELLA SCRISTIANIZZAZIONE, DEL MODERNISMO REALE, E DELLA FAMIGLIA COME ISTITUZIONE. MA UN CERTO AMINTORE FANFANI PROFETIZZO’ TUTTO QUELLO CHE SAREBBE VENUTO…..

Tra il 12 e il 13 maggio 1974, gli italiani e le italiane aventi diritto al voto si recarono in massiccia affluenza ai seggi elettorali, per esprimere un sì all’abrogazione della legge istitutiva del divorzio, o un no all’istanza abrogativa stessa. Fu un’affluenza alle urne al giorno d’oggi da fantapolitica non solo per l’Italia (87,7%). E la maggioranza per il “no” non fu proprio schiacciante: il 59%. Mio ricordo di infanzia, la suora catechista che ci chiese di invitare i nostri genitori a votare in modo cattolicamente corretto: inutile, dato che proprio i voti dei cattolici “adulti” e usciti d’altronde dal Concilio modernista, sancirono ufficialmente l’inizio della fine dell’Italia cattolica.

Il divorzio è un istituto giuridico antichissimo non ignoto alle principali tradizioni giuridiche (quella romana in primis) anche se l’istanza di rescissione del vincolo matrimoniale era sostanzialmente in mano al marito e solo in casi particolari poteva essere esperito dalla moglie. La rivoluzione nella concezione del matrimonio si ebbe col trionfo della religione cristiana e l’evangelico “non osi separare l’uomo ciò che Dio ha unito”, anche se ancora fino al nono-decimo secolo vi fu convivenza tra l’istituto del concubinato e quello del matrimonio benedetto.

Mentre non tutte le chiese protestanti accettarono facilmente  la dissolubilità del vincolo (basti pensare che gli anglicani la conobbero, e per i soli effetti civili, soltanto nel 1873 sotto la Regina Vittoria), le “patrie” del divorzio furono in un certo immaginario collettivo la Francia della prima e soprattutto terza repubblica e gli Stati Uniti d’ America. Salvo la parentesi napoleonica (in cui il divorzio praticamente non fu richiesto dalla cittadinanza), gli italiani ne videro l’introduzione con la legge 898 del 1970 (“Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio”, dicitura curiosamente refrattaria all’uso del “diabolico” lemma giuridico).

Unici partiti italiani ad affrontare la battaglia per il sì furono la Democrazia cristiana allora guidata dal “duro” Amintore Fanfani (di sinistra sociale ma per nulla cedevole sui grandi principi) e il MSI-DN (quello della fiamma tricolore tuttora nel logo elettorale di Fratelli d’Italia) di un Giorgio Almirante personalmente non antidivorzista anche per vissuto personale.

Incredibile la vera e propria profezia di un Amintore Fanfani ai suoi vertici di visione politica e di grandi idee: “Volete il divorzio? Allora dovete sapere che dopo verrà l’aborto. E dopo ancora, il matrimonio tra omosessuali. E magari vostra moglie vi lascerà per scappare con la serva!»

A. Martino

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