DONALD TRUMP ENTRA NEI MONDIALI DI CALCIO….A GAMBA TESA CHIEDENDO E OTTENENDO L’ANNULLAMENTO DELLA SQUALIFICA A BALOGUN. MA GLI USA NON PASSANO EGUALMENTE AGLI OTTAVI.

In attesa di capire che il nostro direttore Lorenzo Valloreja ci spieghi cosa è accaduto al delicato vertice NATO in Turchia, dopo l’ormai storico post del presidente Trump circa l’ esigenza di un “ordine restrittivo” che dovrebbe tutelarlo dalla nostra premier Giorgia Meloni (non si capisce per niente chi dovrebbe emanarlo, e chi dovrebbe eseguirlo), possiamo occuparci della non meno inusuale pressione del solito Trump affinché si revocasse il cartellino rosso all’ asso della nazionale americana di calcio Balogun, riammettendolo quindi al campionato mondiale FIFA in svolgimento tra USA, Canada e Messico e segnatamente alla partita fra gli “stars and stripes” e i belgi valida per gli ottavi di finale.

In effetti Balogun è stato rapidamente reintegrato tra i ranghi della sua rappresentativa nazionale, e respinto il ricorso del Belgio.

Messico e Canada prima degli USA hanno già chiuso la loro esperienza.

Trump non ha avuto difficoltà ad ammettere il suo personale interessamento alla cassazione dell’espulsione del bomber Folarin Balogun (non si può certo accusare Trump, almeno in tale circostanza, di razzismo suprematista) presso il presidente Fifa Gianni Infantino definibile suo amico (d’altronde lo indica come “Gianni”): “ Sì, ho parlato con Gianni, è un uomo altamente rispettato. Non era un fallo: l’arbitro è un po’ sospetto, se guardiamo al suo passato. Ha preso una decisione incredibile». 

Dalle parti nostre (storica e blasonata anche se negli ultimi anni poco vincente e sfortunata a livello globale terra calcistica) la mossa trumpiana è stata, tanto per (non) cambiare) scandalisticamente bollata: una vergogna, la fine di ogni credibilità calcistica et cetera. Poco conta che il fallo dello statunitense, in effetti, non sia così chiaro e che Trump invochi la non opportunità di censurare tanto i contrasti agonistici appunto dubbi, in tornei di tale importanza.

Giovanni Malagò presidente di Figc fresco di nomina: “ un precedente pericolosissimo”.

Ben più apocalittica la UEFA che ufficialmente afferma il superamento di una “linea rossa” e la fine della “certezza delle regole”.

Gianni Infantino ha così replicato difendendo la correttezza, se non consuetudinaria, almeno formale dell’ operato di FIFA : “ «Gli organi giudiziari della Fifa sono indipendenti. Operano in autonomia, applicano il Codice disciplinare della Fifa e decidono i casi in base alle normative applicabili e ai fatti specifici davanti a loro. La loro indipendenza è essenziale per la credibilità e l’integrità del calcio, e questo deve sempre essere rispettato. Sì, discuto regolarmente di questioni relative alla Coppa del Mondo con il Presidente degli Stati Uniti, e su questa materia ho ricevuto una telefonata dal Presidente Donald Trump, così come ricevo telefonate da capi di stato, funzionari governativi, stakeholder del calcio e dirigenti aziendali di tutto il mondo su molte questioni diverse. Durante la nostra conversazione, ho spiegato che c’era in corso un processo legale che coinvolgeva gli organi giudiziari indipendenti della Fifa e che il caso sarebbe stato deciso nel momento dovuto dagli organi competenti. È così che funziona il sistema della Fifa, ed è un principio che difenderò sempre».

L’ ottava di finale fra Belgio è finita 4-1 per i belgi, con Lukaku che dopo il triplice fischio arbitrale esegue una beffarda Trump dance.

Tutta la vicenda dimostra ulteriormente comunque che il calcio sta prendendo sempre più piede (è proprio il caso di dirlo) negli States e che iniziano ormai a gravitarvi attorno capitali consistenti.

  A. Martino

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