E’ MORTA IN OSPEDALE MARIACARMEN ABASCAL, LA OTTANTASETTENNE SIMBOLO DELLE PROTESTE SPAGNOLE PER IL DIRITTO ALLA CASA
Mariacarmen (o Maricarmen) Abascal aveva ottantasette anni e da settanta viveva in affitto in un appartamento (presumibilmente tutto tranne che lussuoso) passato alla fine a un fondo immobiliare che ovviamente, gli aveva aumentato l’importo dell’affitto in modo spropositato.
Una dinamica storica significativa: a quanto pare, non è stato certo il regime dell’aborrito Caudillo Francisco Franco ma la democrazia nel suo stato terminale ovvero del woke dei corrotti “socialisti”, ad aver stroncato una vita nella sua serenità e dignità.
L’ ignominioso sfratto della salma di Franco dal grande sacrario dei caduti della guerra civile non le ha certo evitato l’incombente sfratto suo poi concretizzatosi, con buona pace dei “cugini” dei nostri bellaciao, che per qualche disegno globalista ne hanno cavalcato la triste sorte. Perché ovviamente, non diventi simbolo o bandiera di nulla, se il sistema manipolativo mondialista con i suoi media main stream non vuole adottarti.
L’undici novembre in Spagna vi sarà lo sciopero generale e il 29 successivo, il governo dovrebbe riuscire a far passare due decreti pro abitazioni che ne hanno determinato, con lo sfilacciamento della sua maggioranza, le dimissioni con relativa indizione di elezioni anticipate.
L’ultima spiaggia di Pedro Sanchez sarà sostenere “l’hanno uccisa loro” ovvero gli immobiliaristi sostenuti dalle destre fascistoidi o, nel migliore dei casi, inumane e insensibili.
Resta comunque il dramma umano di una povera vecchia sola e morta di stress e ansia, proprio quando il fondo padrone di casa, per intuibili ragioni, aveva eccezionalmente messo una mano sul cuore invece che al portafoglio consentendole di rientrare in casa.
I guai per Maricarmen erano iniziati nel 2018, quando l’immobiliare Urbagestion comprò l’immobile. L’ anziana signora avrebbe dovuto pagare 2.650 euro al mese invece dei 500 precedenti, ovvero un aumento del 430%.
L’unica concessione accordata da Urbagestión fu di ‘calmierare’ la somma fissandola a 1.650 euro, comunque eccedente la pensione di Maricarmen, pari a 1.300-1.350 euro. Il tribunale diede ragione alla proprietà, rilevando che il contratto d’epoca consentiva una sola ulteriore surrogazione della durata di due anni, salvo in caso di disabilità superiore al 65% (mentre alla donna è stato riconosciuto un grado del 50%).
Ben quattro i tentativi di sfratto; l’ultimo ha scatenato la reazione di centinaia di attivisti, sostenitori del sindacato spagnolo degli inquilini, ma anche di semplici cittadini per cui la casa è un diritto inalienabile, almeno per quanto riguarda una ottantasettenne. Vi fu una manifestazione assolutamente pacifica, di fronte all’abitazione di calle del Alcalde Sainz de Baranda 46, alla quale si unirono diversi vip della cultura, dello spettacolo e della politica.
Decine di manifestanti hanno tentato di bloccare lo sfratto sostando lungo le scale anche di notte. Pochi minuti prima dell’irruzione di polizia (non senza forza e con spray al peperoncino), Maricarmen si era rivolta alla folla invitando alla “resa”.
Unica concessione da parte delle forze del cosiddetto ordine, un’ora esatta per raccogliere le proprie povere cose.
Maricarmen aveva rifiutato il collocamento in un ospizio del comune della capitale, il quale aveva tentato anche di acquistare l’appartamento . Ciò ha cercato di fare anche un pianista e una scrittrice di cui si ignora l’identità.
Secondo quanto riportato da El Pais, l’87enne ha trascorso i giorni successivi all’ospedale Gregorio Marañón, ricoverata per un forte esaurimento nervoso. Durante la degenza, il cugino Vicente le ha portato in ospedale una borsa contenente pochissimi effetti personali: qualche vestito, i farmaci quotidiani, prodotti per l’igiene e le fotografie ritraenti la madre e la nipote. Maricarmen è spirata in ospedale il sette ottobre.
A parte tutto il terremoto politico che sappiamo, la vicenda denota secondo me, la sostanziale disumanità, con note beffarde, degli attuali meccanismi poliziesco-giudiziari che dovrebbero tutelare diritti e persone deboli, ma poi, con androide determinazione, colpiscono inesorabilmente proprio questi.
Ha un bel dire Sanchez, ma per quanto ne sappia, i poliziotti che hanno sfrattato una ottantasettenne come in un’azione antiterroristica dipendono in ultima istanza gerarchica, dal suo ministro dell’ Interno.
Alludevo all’aspetto beffardo fino alla burocratica ferocia, costituito da quell’invalidità al 50% e non al 65%. Un destino segnato da un… 15%.
A.Martino













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