QUANDO L’AVVERSARIO È PIÙ BRAVO DI NOI BISOGNA SAPERLO AMMETTERE ALTRIMENTI SI È SOLO DEI “CIUCCI” PRESUNTUOSI … CINA DOCET

Mentre in Europa, in Italia e nel mondo occidentale in genere, si fa fatica ad accettare la propria missione storica e si tentano i più bislacchi esperimenti culturali e politici – dalla “Fusione a Freddo” degli Stati Nazionali all’interno dell’UE, attraverso un semplice colpo di penna da parte delle elite; al rimescolamento degli eventi storici attraverso un forzoso revisionismo, scevro, giammai, dalla damnatio memorie, perpetrato all’infinito da un movimento rissoso come quello dei “Black Lives Matter” – c’è chi, in estremo oriente, senza scomporsi più di tanto continua il suo processo di unificazione nazionale alla faccia degli Stati Uniti, dell’ONU e dei trattati internazionali.

Infatti il presidente cinese Xi Jinping giorni fa ha dichiarato: ” L’obiettivo storico di completare la riunificazione alla Madre Patria deve essere raggiunto e sarà certamente raggiunto … Chiunque voglia tradire e separare il Paese sarà giudicato dalla storia e non farà una buona fine “.

Parole durissime e molto chiare, rivolte alla “Provincia Ribelle” di Taiwan o Isola di Formosa, come veniva chiamata un tempo. Luogo in cui, dal novembre 1949, grazie all’aiuto degli americani, aveva trovato rifugio dal comunista Mao lo sconfitto Chiang Kai-shek insieme a 600 mila soldati nazionalisti e 2 milioni di civili.

Da quel giorno Pechino ha sempre rivendicato la propria autorità su Taiwan così come faceva il vecchio Chiang sul resto della terra ferma e se la situazione si è protratta in maniera immutata per più di 70 anni lo si è dovuto alla Guerra Fredda e ad una sostanziale situazione di equilibrio tra le forze occidentali e quelle comuniste dell’Unione Sovietica e della Cina.

Oggi però il quadro geopolitico è totalmente cambiato.

Gli Stati Uniti, infatti, mentre sono in costante ed inequivocabile declino politico/economico (si veda a tal riguardo il flop in Iraq e Afghanistan) scorgono all’orizzonte, impotenti, l’ascesa di una superpotenza come la Cina, la quale, da fabbrica del mondo e banca del pianeta, qual è, è capace di dettare all’umanità intera:

  • I prezzi delle materie prime;
  • La tempistica della consegna dei manufatti;
  • L’inizio e la fine di una pandemia;

senza voler considerare in alcun modo il fatto che Pechino, allo stato attuale, detenendo 1,2 milioni di miliardi di Dollari di debito USA e avendo una popolazione pari ad ¼ dell’intera umanità, può, se vuole, tranquillamente far fallire Washington o addirittura decidere di non esportare più, perché con un mercato interno di 2 miliardi di persone di cui 878 miliardari e 100 milioni di super ricchi la terra del “Celeste Impero” può tranquillamente fare da sé.

Un’ascesa inarrestabile delineata dal fatto di essere l’ultimo ed unico, regime totalitario esistente che non ha mai fatto la sciocchezza di cimentarsi in guerre avventuriste.

Potrebbe dunque, un eventuale conflitto con l’isola di Taiwan, rappresentare quella variabile imponderabile della storia  che scompiglierebbe le carte?

Sinceramente penso di no, perché a difendere Taiwan dovrebbero essere gli Stati Uniti ed oggi Washington ha le armi spuntate con la Cina, né il Giappone o l’Australia sarebbero disposte a soccombere per Taipei.

Sai le grasse risate che si faranno in quel di Pechino quando la comunità internazionale sanzionerà il Dragone perché le proprie truppe avranno invaso l’isola di Formosa?

Xi Jinping, infatti dirà: “Ah, mi sanzionate per aver riunificato alla Madre Patria questo lembo di Cina??? Bene! E noi vi chiudiamo i rubinetti!” … altro che la carenza di mascherine a cui abbiamo assistito nella prima fase del Covid … ci faranno vedere i sorci verdi …

E la colpa non sarà loro, ma nostra, perché in tutto questo tempo abbiamo permesso a quel Paese di espandersi e lo abbiamo fatto in nome di una mentalità malata: il capitalismo estremo!

Abbiamo voluto delegare la produzione di qualsiasi cosa nei Paesi dove ciò costava meno … ci siamo dimenticati di che cosa erano i valori tradizionali, ci siamo voluti dimenticare della Patria e dell’importanza dei confini … ed ecco il risultato!

Mentre noi non siamo stati in grado negli anni 90 del secolo scorso di riportare l’Istria e la Dalmazia alla Patria, né siamo stati in grado di garantire un bilinguismo perfetto in Corsica, c’è chi, dall’altra parte del mondo, fa i fatti, e ce ne dobbiamo rendere conto!

Come occidente poi, avremmo dovuto fare di tutto per integrare la nascente Federazione Russa ed invece l’abbiamo sempre ghettizzata spingendola tra le braccia di Pechino  … che bel capolavoro che abbiamo fatto e che bell’opera d’arte hanno saputo realizzare i vari Clinton, Obama e Biden, complimenti!

Perciò, machiavellisticamente parlando, complimenti alla Cina, chapeau!

Che ci sia da lezione!

La Cina non la si batte facendo affari con essa, né la si può sconfiggere con l’apporto dei soli Stati Uniti, né la si può contenere senza la Russia.

Chi ha buon orecchie per intendere, intenda pure!

Lorenzo Valloreja

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