FINCHE’ C’E’ GUERRA C’E’ SPERANZA

Hillary Clinton pagò una società di dossieraggio per creare un legame tra Trump e la Russia?

Ciò che ha riportato il Tgcom24 – e che tanti attendo come “notizia” dagli USA, e non solo – potrebbe aver influito sulle passate elezioni Presidenziali Americane?

Diventano strategiche certe azioni quando la “competizione” non rispecchia la correttezza che dovrebbero avere?

Chissà se noi Italiani siamo immuni rispetto a queste dinamiche, eppure di presunti brogli o di truffe accertate, nella storia dl Bel Paese ne troviamo a bizzeffe, sta di fatto che in Italia di questa vicenda se ne parla poco e nulla.

Le uniche informazioni che abbiamo ci giungono dai social, dove, ahimè, l’approssimazione è elevata.

Una attenta riflessione va poi fatta su un argomento che in questi ultimi giorni desta non poche preoccupazioni: “la strana guerra gridata” che sembra stia scoppiando, ma che poi, fortunatamente, è rimasta finora solo su carta, e che è senz’altro più voluta dal Presidente Biden che dal popolo americano, oltre, che, da taluni “forze” anglosassoni, le quali, quasi certamente, hanno interessi diametralmente opposti a quelli della pace tra i popoli.

Poi è molto preoccupante il silenzio di chi potrebbe mediare ed invece, al contrario di un suo illustre predecessore, non lo fa … perché?

Alzare continuamente il livello di tensione contro la Russia, che non ha nessun interesse ad una guerra, lascia il tempo che trova, se non fosse che basta un attimo per innescare il meccanismo del non ritorno.

Il sottomarino americano che ha invaso le acque territoriali del Cremlino e, “cacciato in malo modo” dalle navi Russe, la dicono lunga su come la verità, sullo specifico caso, sia relativa, se vista da diverse angolazioni.

E l’Italia?

Il richiamo in Patria dei nostri connazionali la dice lunga circa il nostro servilismo verso i potentati NATO, ma soprattutto indica la scarsa capacità di lettura della realtà da parte di taluni ministri, i quali hanno dimostrato, in più di un’occasione, di avere una conoscenza geografica un pò approssimativa … e non solo quella.

Forse, la lezione non andava studiata a memoria, ma, semmai, sarebbe occorso capacità di elaborazione e sintesi.

Ma ritornando alla notizia, se fosse stato rieletto Trump come Presidente USA, pensate che saremmo a questo punto?

Presidente certamente duro, burbero, ma molto attento a creare tutte le linee di dialogo, dirette o collaterali, per trovare le soluzioni, tanto che ha sempre deluso i guerrafondai, gli stolti e gli ignoranti, che magari avrebbero voluta una guerra con la Corea e così via, e… chissà, forse anche contro Putin…

Sguardi duri tra loro, certo, ma interessi determinati per la sicurezza delle reciproche Nazioni, oltre al rispetto tra di loro necessario e sufficiente, per i ruoli che ricoprono.

Un Presidente, in altri termini, che si sarebbe sicuramente guardato dal minacciare una guerra.

Un po’ diverso da quell’inquilino della Casa Bianca che – se pur premiato con un Nobel per la Pace e di cui l’attuale Presidente sembra essere l’erede naturale – di guerre ne ha fatte, specie in Africa.

Ettore Lembo

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