DUE PESI E DUE MISURE

Leggo con piacere l’intervento delle Nazioni Unite a tutela della giornalista russa che ha voluto usare la sua azienda per esprimere il suo dissenso rispetto alle decisioni del governo della sua nazione.

Le Nazioni Unite, infatti, chiedono formalmente alle autorità russe che la giornalista anti-guerra, scomparsa dopo aver interrotto un notiziario in diretta sulla tv russa Channel One, non sia punita per aver esercitato il suo diritto alla libertà di parola.

Giusto, finalmente l’ONU batte un colpo.

Alcune considerazioni però mi vengono spontanee.

Dichiarando, meglio essere chiari per non essere strumentalizzati, la mia più assoluta solidarietà per chiunque voglia esprimere con comportamenti non violenti il proprio dissenso alle scelte del governo della propria nazione e il piacere per l’attenzione che la scelta di “disobbedienza civile non violenta” da parte della giornalista russa sta ricevendo dai media occidentali, in particolar modo italiani, posso sommessamente chiedere, sempre da “cittadino semplice”, perché la giornalista russa viene dichiarata eroina per essersi esposta contro le scelte del presidente Putin mentre se un vice questore italiano, non nel suo posto di lavoro ne in divisa, esprime idee in dissenso al governo italiano possa, anzi debba, essere sospesa dal lavoro?

Sospendere dal lavoro una giornalista russa che strumentalizza il suo posto di lavoro entrando in diretta con un cartello “antagonista” è un “fatto anti democratico”, non lo è se un vice questore fuori dal suo posto di lavoro e senza divisa esprime la sua opinione in dissenso sul Green Pass ed il suo uso in Italia.

Sbaglierò ma mi sembrano entrambi atti in dissenso.

Vi è, poi, l’aspetto dell’arresto della giornalista.

Fatto grave, anzi gravissimo, ma mi ricorda l’arresto di un tale Assange che proprio ieri ha visto confermata la sentenza di estradizione dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti.

Estradizione richiesta dal governo statunitense ai tempi di Obama banalmente perché il giornalista Assange ha reso pubblici dei documenti di cui era entrato in possesso, da giornalista, appunto.

Quali le differenze fra i due giornalisti?

Ovviamente i casi sono diversi, peccato che Assange aveva esclusivamente svolto il suo lavoro di giornalista mentre la sua collega russa ha strumentalizzato il suo posto di lavoro per un atto di dissenso.

Posso, inoltre, sommessamente, chiedere che cosa pensa l’ONU del fatto che molti governi stanno armando la popolazione civile ucraina?

Veramente crediamo che dei civili possano fermare le truppe russe?

Veramente crediamo che i “berretti verdi” russi si preoccupino della presenza di cittadini armati totalmente impreparati alla guerra?

Io non lo credo.

Questi poveri civili, verso i quali esprimo la mia più totale solidarietà umana, mi sembrano degli “scudi umani” a tutela di truppe, probabilmente mercenarie, adeguatamente preparate per combattere le truppe scelte russe.

Questo è etico per chi, come l’Onu,  ha come missione garantire la pace nel mondo?

La pace si costruisce trovando le mediazioni e gli equilibri fra le posizioni di tutti gli attori in campo.

Questo non si vede all’orizzonte ed è drammatico per tutti noi “cittadini semplici” e pacifisti veri.

Sembra che qualcuno la voglia la guerra in Europa.

Perché?

Ecco, al di là, della tanta demagogia e propaganda che possiamo vedere da tutte le parti, questa è la mia domanda ai “grandi del mondo”: perché?

Ignoto Uno

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *