L’UCRAINA CHE CERCANO DI NASCONDERE. 2 MAGGIO 2014: LA STRAGE DI ODESSA.

Il due maggio 2014, decine di cittadini di Odessa di lingua russa (militanti di sinistra, impiegati, sindacalisti ecc.) sfavorevoli al colpo di stato filooccidentale tra la fine dell’anno prima e l’inizio del 2014, perirono orrendamente soffocati e bruciati in un incendio doloso appiccato da estremisti neonazisti. In realtà l’incendio fu l’apice di un giorno di violenta follia, alimentata principalmente da ultras calcistici e dalle agguerrite bande banderiane come Pravyi Sektor ovvero Settore Destro (Stepan Bandera è il più noto criminale di guerra filotedesco ucraino della seconda guerra mondiale). Il numero delle vittime è comunemente indicato in trentotto, ma vi è chi ne indica addirittura centocinquanta.

Questa tragedia, che è una delle peggiori della storia politica europea dopo il 1945, avvenne nella ormai tristemente nota Casa dei Sindacati. E ricorda una strage analoga compiuta proprio a Odessa dagli invasori nazisti, con il rogo di una sinagoga.

E non è questione, riguardo l’incertezza estrema circa il numero di vittime, della solita “propaganda russa”; ma piuttosto, della continua minimizzazione, da parte delle autorità di Kiev,  della tragedia come “tragico incidente”, e del  vergognoso silenzio da parte dei media main stream euroatlantisti. E’ la forza del dolore stesso, ormai radicatosi nella memoria del popolo e del governo russi e di chi russo si considera pur fuori dai confini della immensa Federazione, che ha costretto il regime di Kiev ad ammettere almeno che presso la Casa dei Sindacati vi fu una strage.

Il fuoco che divampò e orrendamente avvolse chiunque ivi si trovasse (compreso chi semplicemente vi lavorava) fu provocato da diverse bombe Molotov che i militanti ultranazionalisti lanciarono all’ interno inseguendo i filorussi che si illudevano di trovarvi rifugio da violenza e linciaggio.

La polizia e il ministero dell’Interno, che dimostrarono essere enti che, universalmente, non dico che non servano la giustizia, ma quanto meno la pospongano alla Verità di Stato, ebbero e hanno il coraggio di affermare che l’incendio fu provocato dai suddetti rudimentali ordigni stipati proprio nella Casa del Sindacato. La stampa euroatlantista si accodò immediatamente a questa orgia della menzogna, ma forse in questo fu fantasticamente insuperabile L’ Unità che parlò addirittura (fantasia al potere…!) di un disastro provocato dall’ attacco di elicotteri di separatisti filorussi.

Nessun processo, e, ci mancherebbe altro e a maggior ragione, nessun colpevole.

E siatene sicuri: i vari Giletti, Vespa, Formigli, Gruber, Maggioni etc. non la ricorderanno mai, così come la strage dei bambini del Donbass.

A. Martino

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