ADESSO SI’, DONALD TRUMP E’ UN PERICOLO NON SOLO PER LA RUSSIA MA PER TUTTI.

Gli Stati Uniti d’America, per bocca del segretario di stato Mike Pompeo, hanno deciso di pronunciare unilaterale disdetta del trattato di non proliferazione nucleare, firmato nel 1987 dal presidente Ronald Reagan e dall’allora leader dell’URSS Michail Gorbaciov, assolutamente vincolante per l’odierna Federazione Russa erede degli impegni militari e politici assunti dal regime sovietico.

“La Russia ha violato per anni senza scrupoli il trattato e non ha mostrato alcun impegno nel volerlo rispettare”, ha detto Pompeo precisando che gli Usa sono pronti a un nuovo accordo con Mosca entro sei mesi. Sono state prontamente annunciate da parte russa contromisure “speculari”, direi abbastanza doverose e di ovvia giustificazione.

Verrebbe da chiedersi ironicamente : e perché non entro tre mesi o entro un anno, o entro due? Facciano loro…

L’ unilateralismo di questa decisione è sconcertante, la sua arroganza di fondo è innegabile, parlare di violazioni da parte russa, ammesso che vi siano state realmente, è puramente pretestuoso.

Gli USA vorrebbero essere l’unica potenza in possesso dell’arma nucleare, probabilmente a causa di una specie di diritto di copyright, essendo stati i primi, e gli unici finora, ad averla tragicamente utilizzata nel 1945 contro popolazioni cittadine inermi. Ed è in fondo principio fondamentale e universale del diritto penale che il pregiudicato è ben più sospetto di ricadere nel delitto (la cosiddetta recidiva) che un incensurato di commetterlo per la prima volta.

 Quindi, passi del genere non possono non creare apprensione tra coloro che aspirano alla pace non solo per le proprie persone o per l’umanità in genere, ma per i propri figli, per tutti i bambini e ragazzi di oggi che si vuole immaginare destinati come ogni mortale alla fine naturale dell’esperienza terrena il più possibile tardiva a Dio piacendo, non a essere vaporizzati da armi ben più potenti delle pur terrificanti bombe sganciate su Hiroshima e Nagasaki per ordine del criminale Presidente Harry Truman.

Non temiamo, e serenamente ci permettiamo di utilizzare questo epiteto verso un capo di stato seppure lontano nel tempo, dato che l’utilizzo in fondo sperimentale e non ancora studiato nella realtà d’impatto, dell’arma più massivamente letale mai esistita nel percorso umano, mai ha provocato così tante vittime inermi e civili in addirittura qualche minuto appena; e dato che il suddetto statista ex commerciante di cravatte avrebbe continuato a autorizzare il rilascio di ordigni sul Giappone a oltranza fino alla resa, magari anche cancellando un intero pezzo del pianeta dalle carte geopolitiche. Nemmeno le più efferate e lucide atrocità naziste reggono il paragone, in termini relativi e proporzionali di intensità di massacro per spazio e tempo.

E solo l’asservimento lobotomizzato dell’opinione pubblica al vincitore fin dal 1945, sostanzialmente immutato anzi estremizzato dal Pensiero Unico euroatlantista impone che tale lettura storica, in fondo banale e lapalissiana, sia considerabile “provocatoria” o peggio ancora “delirante”, grazie all’indefesso zelo della prostituzione professionale nell’ambito storico-accademico. Dispiace per la nota crudamente polemica, ma tutto questo era da dire, tanto per inquadrare storicamente, da quale parte venga questo annuncio ricattatorio e per nulla responsabile; e da quale proverbiale pulpito provengano questa e tante altre prediche e strumentali allarmi in campo nucleare.

Qui non vogliamo impelagarci in una disamina da rivista di studi strategici e geopolitici, ma vorremmo solo mettere in rilievo, dal nostro punto di vista sovranista e convintamente, assertivamente e politicamente russian friendly, due aspetti della questione (l’uno generale, l’altro più interno).

Sulla cosiddetta russofobia si possono ormai scrivere trattati, ma è ormai scindibile la russofobia convinta e ideologica, da quella non convinta o puramente strumentale da politica interna come quella di Trump. Mi spiego meglio : tutto l’armamentario russofobico dalla “repressione del dissenso interno”, fino alla fantomatica persecuzione degli omosessuali e appunto al riarmo atomico quanto fino alla “aggressività” che mirerebbe addirittura alla “riconquista dei paesi baltici”, nasce dalla frustrazione per non aver perfezionato, grazie al provvidenziale avvento di Vladimir Putin, l’acquisto per un piatto di lenticchie della Russia “tutto compreso e chiavi in mano”, dall’asservimento governativo e istituzionale fino alle immense risorse del sottosuolo e fino a , ci siamo, l’ enorme arsenale atomico magari spesso alquanto obsoleto, ma comunque temibile.

Insomma, la Russia putiniana ha due grandissimi torti per il sistema euroatlantista : non essersi fatta comprare, e star lì con la Cina, a intralciare il delirio nazistoide neocon di dominio mondiale e di assoluto unilateralismo.

Ma a sorpresa è arrivato Donald Trump alla Casa Bianca, che da buon uomo d’affari, non sarebbe a priori nemico di nessuno, e quindi, nella Russia tende a vedere un sacco di enormi affari più o meno onesti, più o meno disinteressati e più o meno nel generale interesse statunitense. Ma questo finora, gli ha provocato solo guai, sacche di consenso inconquistabili, e soprattutto il Russiagate infinito. Dal suo punto di vista, il prodotto “Amicizia con la Russia” è stato un fiasco, il mercato lo ha rifiutato, ha generato pochissimi introiti e tante perdite gestionali. Perché continuare a venderlo con un  ramo del parlamento in mano ai democratici obamiano-clintoniani, la guerra parlamentare sulla finanza federale, e la corsa a un secondo mandato evidentemente in salita? Il mercato americano evidentemente, gradisce tutt’altra merce……

Ecco quindi, che la disdetta della non proliferazione nucleare, apparentemente puro strumento politico, è pericolosissima e di pessimo presagio in mano a un apparato di governo statunitense così imprevedibile e opportunista, che potrebbe decidere anche di fare propaganda elettorale con qualche “gioiellino” di nuova invenzione o un’azione dimostrativa, non credo proprio sulla Russia, ma magari sull’Iran. Anche perché la propaganda dell’apparato militar-industriale dica quello che vuole, ma vi è un enorme, incolmabile divario tra le risorse economiche riservate agli armamenti nucleari e convenzionali stanziate negli USA, e quelle a disposizione in Russia.

E veniamo più direttamente a noi. Con tutta l’amicizia e il rispetto possibili per questo governo che tanto convintamente sosteniamo, cosa aspettiamo a passare dalle parole ai fatti, nei rapporti con la Russia? Perché in materia di sanzioni obamiano-clintoniane rinnovate ogni sei mesi come l’abbonamento in palestra, non si fa come si è appena fatto difendendo l’indipendenza venezuelana? Cioè, osando votare contro, o iniziando a infischiarsene ? Ma crediamo davvero che ci espellerebbero dalla NATO o dalla UE (anche se per quanto ci riguarda, magari….) per , in fondo, così poco?

Ah, è vero : solidarietà tra alleati, “abbiamo interessi comuni da difendere”, la Crimea, l’Ucraina, ecc. Ci rendiamo conto che vi sono “valori occidentali irrinunciabili” che noi non possiamo comprendere.

Benissimo. Però, ci si tenga pronti a una selva di missili russi a corto-medio raggio inevitabilmente puntati contro Milano o Roma.

A.Martino        

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