È ARRIVATO IL TEMPO DI “UNIRE I PUNTI” DEL DISEGNO? FORSE SI …

La Federazione Tedesca intende limitare, dal 2024, l’erogazione di elettricità dalle colonnine di ricarica degli autoveicoli, egualmente vuole contingentare il consumo di corrente elettrica per il funzionamento delle pompe di calore delle case.

La motivazione ufficiale è che intende limitare i consumi di corrente elettrica a causa della crisi energetica dovuta alla guerra in Ucraina.

Potrebbe questo essere “copiato” dagli altri Stati dell’Unione Europea? Forse no, forse sì.

Contemporaneamente in tutta Europa i governi stanno progressivamente obbligando al pagamento elettronico.

Il governo italiano non ha potuto alzare a sessanta euro l’uso del contante a causa di direttive provenienti dall’Unione Europea proprio in questi giorni.

Magari in seguito, sempre per motivi di interesse collettivo, lo Stato potrebbe  contingentare il carburante degli autoveicoli che un singolo cittadino potrà utilizzare in un determinato periodo di tempo.

Sempre magari lo Stato potrebbe verificare gli acquisti (rigorosamente elettronici) attraverso un “ente governativo” che, con legge, avrà il compito di controllare in tempo reale gli utilizzi dei conti correnti.

Fatto già normato in Italia ove l’Agenzia delle Entrate è già, oggi, autorizzata a controllare i conti correnti delle persone e, per conseguenza, è in grado di controllare i loro acquisti.

Passato il principio, gli Stati potrebbero, sempre per motivi di “superiori interessi collettivi”, limitare attraverso norma molti altri elementi dei comportamenti dei singoli.

La norma che impedisce i Rave, per un “involontario” errore dell’estensore della stessa, ampliava a dismisura la limitazione ad incontrarsi, finanche in casa propria o per strada.

Norma ovviamente corretta nel momento in cui  intende legiferare  sul reato di invadere una proprietà privata per farne quello che si vuole, peccato che il reato di appropriazione indebita già esista.

Norma che potrebbe essere anche vista come un nuovo elemento di un più ampio progetto di limitazione delle libertà personali.

Fatto che, attualmente, non è dimostrabile  ma che , iniziando ad  unire i punti, può far temere che il reale disegno non sia la tutela dei diritti individuali ma la limitazione delle libertà dei singoli.

Egualmente potremmo iniziare a temere che il lockdown legato al COVID fosse poco significativo in ordine alla pandemia, ma molto utile a modificare, limitandoli, i bisogni di libertà degli individui e delle famiglie.

È questo il futuro che desideriamo per noi stessi e per i nostri figli?

Se la risposta dovesse essere un chiaro “no”, forse è arrivato il momento che noi “cittadini semplici” decidiamo di occuparcene superando l’individualismo e ragionando usando il “noi” invece del “io”.

Ignoto Uno

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