IL FUNERALE DI GINA LOLLOBRIGIDA SARA’ QUELLO DI UNA CRISTIANA, MA IL COMUNE DI ROMA BANDISCE OGNI SEGNO RELIGIOSO ALLA SUA CAMERA ARDENTE IN CAMPIDOGLIO.

Se ne è andata anche la bersagliera, la fata turchina, l’icona alternativa a Sofia Loren della femminilità italiana. La novantacinquenne Gina Lollobrigida era di otto anni più anziana di Sofia, di cui costituì l’alternativa più straitaliana, a mio modo di vedere: leggermente meno prorompente e più bassina, parimenti affascinante ma non da fare impazzire per la sua sensualità qualunque maschio, non riuscì a raggiungere le vette sofisticate di Sophia quando come lei calcò pur egregiamente gli studios californiani.

D’altronde, già negli anni Settanta Gina si ritirò sostanzialmente dalle scene: il cinema era cambiato, infatti la televisione le diede l’ultima grande consacrazione con il Pinocchio televisivo di Comencini. Preferì darsi alle arti figurative scultura in primis, suo antico amore. Invece la leggenda vivente Sofia Loren, anche vegliarda e quando vuole, continua a calcare le scene e a occupare i critici.

Gina Lollobrigida sarà salutata per l‘ultima volta, quasi scontatamente, nella cosiddetta chiesa degli artisti a Roma. Sarà un funerale cristiano di una donna battezzata.

Eppure, la sua camera ardente (ormai però, al massimo vi è qualche simulacro elettrico di candela) nel Municipio capitolino è un trionfo di laicismo, anzi di ateismo di stato o meglio di Roma capitale. Non una immagine sacra, non un crocifisso: solo silenzio sicuramente raccolto e commosso da parte di familiari e più vicini, ma nel caso di estranei ovviamente vuoto e puramente formale, come per il sosia di Verdone Roberto Gualtieri, l’ex ministro dell’Economia per caso, famoso per il suo arrangiamento chitarristico di Bella ciao. Questa gente non prega, e neanche conforta o sa tenere una orazione funebre: sanno solo abbassare la testa e congiungere le mani.

Uniche icone, grandi fotografie di Gina Lollobrigida nel suo fulgore di donna e attrice: questa cultura della mancanza di senso, del materialismo assurto a paradossale religione guarda smarrita e muta, appunto, al passato e al presente troncato. Non ha speranza e non ha futuro, che nel momento del grande passaggio misterioso non può essere rappresentato che dalla Croce.

L’immagine della camera ardente di Gina Lollobrigida  al Campidoglio è di una freddezza raggelante, come vagamente blasfema e satanista fu quella della salma di Benedetto XVI sotto l’albero di Natale in Vaticano.

A. Martino

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