B.

Mi son deciso a vergare un articolo su Berlusconi a molta distanza dalla sua morte poiché molto semplicemente il personaggio in questione è stato così poliedrico, così ricco di sfaccettature che è umanamente impossibile descriverlo in poche righe. Infatti egli, nel bene e nel male, ha lasciato un profondo solco nella Storia dell’Italia repubblicana. Il Cavaliere per antonomasia ha segnato in modo indelebile la vita economica, sociale, culturale, sportiva e politica italiana. E con Apicella forse anche la Musica….

Chi scrive è nato nel 1970 e di conseguenza per almeno 40 anni ho vissuto in pieno “berlusconismo”. Per dire. Quando iniziai a guardare i programmi per ragazzi di Canale 5 le altre due emittenti, Italia 1 e Rete 4, non esistevano ancora. Poi quando arrivarono queste ultime si diede luogo alla stura della cosiddetta “TV spazzatura”. E quindi, come altri della mia generazione, fui esposto a delle vere e proprie aberrazioni televisive che facevano, e fanno tuttora, sanguinare l’intelletto e il buon senso. Sto parlando di trasmissioni come Maurizio Costanzo Show, Drive In, Striscia La Notizia fino ad arrivare alla dispensatrice di liquami via etere per eccellenza: Maria De Filippi.

Appurato che Berlusconi sia stato per la cultura e la morale italiana l’equivalente di Attila, altrettanto non si può dire per lo sport. I tifosi del Milan e del Monza lo possono pienamente confermare. Ma il Berlusconi imprenditore, dal 1994 in poi, viene decisamente soppiantato dal Berlusconi politico.

E qui vorrei condividere con voi alcune esperienze personali.

Il sottoscritto in gioventù fu un anticomunista viscerale e, di contro, un atlantista duro e puro. Va da sé che nonostante la giovane età, avevo 22 anni, quando iniziò quel terremoto politico meglio noto come “Mani Pulite” ebbi immediatamente la percezione di trovarmi davanti ad un vero e proprio colpo di stato condotto per via giudiziaria. Solo una persona stolta o in malafede potrà negare che agli inizi degli anni ’90 si consumò una delle pagine più brutte della vita politica e giudiziaria italiana. Un ristretto manipolo di magistrati ideologicamente e politicamente schierati decise pervicacemente di demolire tutti i partiti della Prima Repubblica fatta eccezione, guarda caso, degli eredi del PCI. Infatti il piano ideato dai magistrati di cui sopra si potrebbe riassumere nella nota reclame: “Ti piace vincere facile?”. Sarebbe a dire che togliendo di torno il cosiddetto pentapartito i comunisti più o meno rossi avrebbero sicuramente vinto a mani basse qualsiasi tornata elettorale. La cosiddetta “gioiosa macchina da guerra” vagheggiata da Achille Occhetto in quel periodo. Purtroppo per loro Silvio Berlusconi, anche per suo tornaconto personale, decise di “scendere in campo” ed in pochi mesi mise su un partito denominato Forza Italia e che riuscì a catalizzare su di sé tutti quegli italiani che non si sentivano rappresentati dalla Sinistra e all’estrema Sinistra. Fatto sta che contro ogni pronostico la coalizione capitanata da Berlusconi vinse le elezioni politiche del 1994 designandolo  Presidente del Consiglio. Immaginatevi le reazioni della gioiosa macchina da guerra che pregustava una vittoria schiacciante! Come i tifosi del Bari che si sono visti sfilare la serie A dal Cagliari al 93’…

Dal 1994 in poi è successo di tutto e di più e non è questa la sede più appropriata per elencare per filo e per segno gli alti e bassi dell’epopea berlusconiana. 

Mi limito solo a fare alcune considerazioni. Che piaccia o no il cavalier B. è stato un perfetto self made man, ovvero un “uomo che si è fatto da solo”. E che il nostro Silvio avesse il fiuto per affari e uno spiccato spirito imprenditoriale è fuor di dubbio. E come ogni imprenditore ha sempre pensato principalmente ai propri interessi e alle proprie aziende. Questo spiega, secondo me, l’iscrizione alla loggia massonica Propaganda 2 (meglio nota come P2). Unicamente per tornaconto personale, non certo per ragioni esoteriche o sataniche. Quindi, posto che Berlusconi ha sempre fatto i propri interessi, quando è entrato in politica ha continuato a farli ma in molti casi ha fatto anche accidentalmente gli interessi degli italiani. Questo è un dato incontrovertibile. 

Ma il fatto di provenire dal ramo imprenditoriale gli ha creato non pochi problemi. Infatti egli, per indole, è sempre stato un decisionista, un battitore libero, totalmente refrattario a prendere ordini da altri. E questo in Italia non è una buona cosa. Poiché, come tutti sappiamo, con la fine del secondo conflitto mondiale l’Italia è diventata a tutti gli effetti una dependance degli Stati Uniti. Ciò vuol dire che, parafrasando il noto adagio, non si muove foglia che Washington non voglia. In pratica qualsiasi uomo o partito politico vada al potere in Italia deve seguire pedissequamente il copione scritto dagli yankees. E quei pochi che hanno provato a discostarsi anche minimamente dalle regole predisposte dagli USA hanno fatto tutti una brutta fine. Più o meno cruenta. Mi vengono alla mente personaggi come Enrico Mattei, Aldo Moro, Bettino Craxi, Benedetto XVI e, ça vas sans dire, Silvo Berlusconi. Infatti, come detto prima, quest’ultimo ha sempre manifestato una certa idiosincrasia nei confronti dei diktat provenienti da USA e Unione Europea. La sua profonda amicizia con Putin e la vicinanza a Gheddafi non sono mai state viste di buon occhio dalle élite mondialiste e dai loro vassalli. E sappiamo tutti come è andata a finire. Nel 2011 Gheddafi è stato fatto fuori nel corso dell’ennesima “rivoluzione colorata” orchestrata da Washington e poco tempo dopo Berlusconi ha concluso la sua parabola di governo silurato dal cosiddetto spread. 

Concludo con alcune riflessioni. Per decenni il sottoscritto ha nutrito verso B. una stima incondizionata. Soprattutto per aver preso in mano le redini della Destra dopo il vergognoso tradimento di Gianfranco Fini. Poi, dopo aver iniziato un cammino di fede, ho iniziato a vedere con occhi diversi il Mondo e gli uomini che lo abitano. E di conseguenza ho capito che non esistono uomini assolutamente buoni o assolutamente cattivi ma in ognuno di noi possono albergare tantissime luci ma anche qualche ombra. E il Cavaliere non ha fatto eccezione. Anzi! Perché è indubbio che egli dal punto di vista morale non sia stato propriamente ineccepibile (eufemismo). Però è anche vero che rispetto ai suoi predecessori e ai suoi successori non ha mai perorato delle follie come l’aborto o l’ideologia LGBTQ. E anzi (e ne parlo con cognizione di causa) Berlusconi introdusse il “bonus bebè” che mi permise di poter pagare l’epidurale a mia moglie quando partorì il mio secondo figlio. Mentre altri politici, pur avendo una vita privata irreprensibile, hanno avallato le peggiori porcate. Lo stesso Berlusconi però appoggiò senza fiatare gli obblighi vaccinali e il vile green pass… 

Insomma siamo alle prese con un personaggio controverso da amare incondizionatamente o da odiare senza attenuanti. Lo si è visto anche durante e dopo il funerale di Stato, dove questi sentimenti contrastanti si sono manifestati prepotentemente nella popolazione. E ciò mi ha fatto venire in mente un’altra “B” imprescindibile per la Storia del nostro Paese: Benito. Infatti cosa hanno in comune Mussolini e Berlusconi?

Il fatto di essere stati due personaggi che nel bene e nel male sono stati “ingombranti” da vivi. Ma ancor di più da morti.

Alessio Paolo Morrone 

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