SANDRA MONDAINI, LA CAMERATA CHE IGNORAVI (MA CHE AVEVI FORSE SOSPETTATO)
In questa rovente estate 2026 non ho potuto non notare la definitiva scomparsa della striscia televisiva su Rai Uno andante in onda più o meno tra 20,30 e le 21,30 e ospitante filmati di repertorio delle famose “teche” Rai dalla nascita della televisione di stato nella prima metà degli anni Cinquanta fino praticamente al giorno precedente la messa in onda. Una straordinaria passerella della memoria collettiva e pop nutrita da “mamma Rai”, col tempo però, purtroppo somigliante sempre più a una passeggiata tra le lapidi di un cimitero; e inducente, questo era forse un mio problema personale, una disturbante nostalgia legati ai momenti della vita richiamati da quelle collettive “gocce di memoria”.
Essa testimoniava l’impossibilità della televisione di fermarsi per motivi commerciali anche quando si presume che tutti siano “al mare o in montagna” (cosa improbabile per quattro mesi di fila da giugno a settembre), e quindi la trovata astuta di fare ascolti a costo praticamente zero grazie alle registrazioni delle trasmissioni. L’ ultima versione del singolare intrattenimento che pur ottenne più che discreti, e a volte sorprendenti, dati di ascolto, è stata Techetechetè.
Ciò fu per ben un quarto (il primo) di secolo con formule più o meno centrate sulla musica leggera ma anche sulle arti recitative (televisive o cinematografiche) fino all’ estate 2025 quando tale format (peraltro mai copiato dalle assai meno storiche reti concorrenti) cedette di schianto nella audience, travolta dalla nuova versione di un vecchio telequiz del network berlusconiano Mediaset capitanata dalla vecchia volpe Jerry Scotti e dalla valletta (non so definirla in altro modo) di grande avvenenza esotica Samira Lui (forse reduce da una particolare familiarità con Pier Silvio Berlusconi).
Si dovette ricorrere all’improvviso richiamo di Affari tuoi condotto da Stefano De Martino. Techetechetè passò a sua volta (ed era in fondo ora) allo stesso modernariato televisivo che proponeva. Ormai per le nuovissime generazioni, ammesso che la televisione la vedano il che non mi pare, nomi come Pippo Baudo, Toto Cotugno, Fred Bongusto, Walter Chiari, Gino Bramieri, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, forse anche Mina o persino Enrico Montesano (qualcuno dei più noti) tra centinaia , dicono ben poco se non nulla. Altrettanto sia per il duo televisivo, coppia anche nella vita, formato da Sandra Mondaini e Raimondo Vianello: protagonisti e presentatori di varietà televisivi di enorme successo tra gli anni Settanta e Ottanta, impersonarono con straordinaria e garbata anche se pungente ironia, le ipocrisie e relative piccole assurdità della famiglia borghese italiana (nella variante serenamente senza figli).

La loro carriera televisiva si chiuse attorno a venti anni fa, con una certa malinconia, su Canale 5 tra la sitcom Casa Vianello e l’approfondimento calcistico Dribbling diretto dal solo Raimondo che in età decisamente pensionistica, offrì una grande prova giornalistico-sportiva.
Sandra Mondaini, a parte degli occhi di incredibile bellezza e uno sguardo magnetico, emanava una straordinaria eleganza in ogni suo gesto, da donna di spettacolo completa e che forse avrebbe potuto dare molto di più del marito, in fondo attore puro adattatosi al mestiere del mattatore televisivo: attrice di certo ma anche ballerina, conduttrice, cantante persino di canzoni per bambini tormentoni per anni (si pensi al personaggio di Sbirulino).
Non essendo un grande conoscitore del dietro le quinte e della storiografia del mondo dello spettacolo pettegolezzi e “si dice” compresi, mi ha sorpreso la notizia di questi giorni circa un suo impegno da giovanissima nelle armi di Salò (da volontaria femminile). Episodio senz’altro coerente con la comunione di vita con Raimondo Vianello, ma anche, ad esempio, con l’amicizia di entrambi con Ugo Tognazzi. Sono perplesso però, per l’età: possibile un arruolamento volontario quando nel 1944 (anno centrale nella parabola della RSI) Sandra aveva appena tredici anni?
Ecco comunque, il post su Fbk dell’Associazione vittime della resistenza: “ Un ricordo per Sandra Mondaini, Volontaria nel SAF, aggregata alla Xª Flottiglia MAS.
“Nata a Lambrate il 1 Settembre 1931, da padre pittore e umorista della rivista satirica “Il Bertoldo”, Sandra iniziò praticamente in fasce la sua carriera, il padre Giacinto, infatti, la scelse, a soli sei mesi, per una campagna contro la tubercolosi e poi, di nuovo, a due anni, come modella per alcuni francobolli e manifesti murali.
Verso la metà degli anni ‘40, dovendo aiutare la famiglia in difficoltà economiche, Sandra cominciò a lavorare come modella per il settimanale femminile “Mani di fata”, per la famosa azienda “Borsalino” e poi per il noto fotografo Elio Luxardo, che, dopo aver aderito alla RSI ed arruolatosi nel Battaglione “Fulmine”, diventerà responsabile del settore fotografico dell’Ufficio Stampa e Propaganda della Xª Flottiglia MAS.
Anche Sandra, come suo marito Raimondo Vianello, aderì alla RSI, giovanissima Volontaria nel Servizio Ausiliario Femminile, aggregata alla Xª Flottiglia MAS. Sandra Mondaini ha lavorato con i più grandi e con tanti che, come lei, erano simbolo di quel portamento e quell’eleganza che solo determinati valori possono trasmettere come Ugo Tognazzi e Walter Chiari.
“Siamo di quella generazione in cui l’attore sapeva di entrare nelle case senza suonare il campanello, e quindi ci entrava con la cravatta e con garbo” diceva Sandra e così ha fatto, fino all’ultimo. Ricordiamo tutti la straordinaria carriera di questa dolcissima attrice che ha regalato momenti di spettacolo per tutta la famiglia e anche per i più piccoli vestendo i panni di “Sbirulino”. Si impegnò per anni in innumerevoli iniziative per la raccolta di fondi per la ricerca contro il cancro, di cui sia lei che Raimondo erano affetti, annunciando il suo ritiro dalle scene nel 2008.
Dopo soli 5 mesi dalla morte del marito Raimondo, Sandra muore presso l’Ospedale San Raffaele di Milano, dopo dieci giorni di ricovero il 21 settembre 2010”.
A. Martino













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