COME CON LA MORTE DI MARCO PANNELLA, ANCHE CON L’APOTEOSI FUNEBRE DI EMMA BONINO, SI DIMOSTRA CHE I “VALORI CRISTIANI” SONO SOLO VUOTI E PATETICI SLOGAN

Emma Bonino, all’età di settantotto anni (non tanti per l’età media degli italiani e specie delle italiane in costante ascesa), è morta.

Sembra che fatale le fu il non voler rinunciare alla sigaretta, un po’ come per il suo mentore Pannella Giacinto detto Marco.

Assieme a costui, e agli altri leaders radicali Adele Faccio e Gianfranco Spadaccia, terremotarono l’Italia ad egida, si iniziò a capire da allora, molto più democristiana che cristiana.

Aborto, divorzio, eutanasia: il trionfo del nichilismo di massa, questo sì (altro che l’assurda definizione del Regno delle due Sicilie a opera di un politico inglese) la negazione di Dio eretta a sistema. Ma anche la nascente piattaforma omosessualista e il riconoscimento per il cambio di sesso.

Certo, vi erano altre battaglie radicali per me più condivisibili se non addirittura entusiasmanti: la Pace senza se e senza ma, la condizione carceraria, la fame nel mondo, la responsabilità dei magistrati e il garantismo in genere. Ma proprio qui, dove si va a toccare interessi economici e di regime, l’incisività dei radicali a livello di risultati è stata molto minore.

Il partito radicale serviva per secolarizzare l’Italia e umiliare la Chiesa: lo sapevano e vi si prestarono con entusiasmo.

Oggi i loro oppositori nelle grandi battaglie per i “diritti” non ci sono più, liquefatti come la peraltro ormai rarissima neve al sole. La presidente del Consiglio ex missina ha ordinato funerali di stato: chissà cosa ne penserebbe Giorgio Almirante, che si schierò con la DC sia nel 1981 per l’aborto che nel 1974 per il divorzio (qui meno volentieri ma comunque consapevole del senso culturale di una battaglia in effetti di retroguardia). Chi afferma di combattere per certi valori, distrutti a loro tempo proprio dalle grandi “battaglie civili” di Bonino e compagni, ora ricorda con compiacimento la sconfitta proprio dei famosi “valori cristiani”. Il suo conformismo poltronaro non è certo stupidità, ma secondo un metro puramente razionale e coerente vi si avvicina molto.

Leggete le dichiarazioni di un Tajani ( ci potrebbe stare, per un “moderato” del genere) ma anche di Fontana, La Russa, di chi vi pare. Ma tutti questi, a qualcosa crederanno sul serio? Forse una volta, o forse mai.

Ma d’ altronde, lo stesso Papa Francesco non avrebbe mancato di rifarle visita nei giorni passati, e certo non per fare il tanto diprezzato “proselitismo” nel momento in cui un lontano da Dio ne avrebbe più bisogno.

In un tono quasi intimante, il buon Veltroni ha comandato a tutti gli italiani di “togliersi il cappello” dinanzi alla scomparsa di tale santa ma anche donna di palazzo (fra Roma e UE).

Per quanto mi riguarda, il cappello in questa circostanza me lo incollo a rischio di sfigurarmi il cranio già abbastanza pelato. Basterebbe per questo, da sola, la storia che questa signora non ebbe neanche il buon gusto di smentire pro forma, dei tanti aborti che andava in giro a procurare con una pratica pompa per pneumatici di bicicletta.

Vadano tutti al diavolo (e ciò dicendo non mi permetto di emettere sentenze ultraterrene per nessuno, dato che non so che fine mai farò nemmeno io).

A. Martino   

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