SUSSULTI PATRIOTTICI IN INGHILTERRA: I PORTI DI DOVER E PORTSMOUTH BLOCCATI PER DIVERSE ORE
All’ epoca dell’ inizio della crisi russo-ucraina con la cosiddetta Euromaidan del 2014, al confine fra Donbass e Russia si mossero dei militari non ben inquadrabili dati non solo la non attribuibilità delle tute da combattimento e dell’equipaggiamento agli uni o agli altri, ma anche il volto coperto.
In verità è ormai prassi molto diffusa non solo tra gli eserciti ma anche tra le forze di polizia in importanti azioni, nascondere il proprio volto. Il che non mi piace, se si fa il proprio dovere non se ne dovrebbe avere vergogna (o timore).
Comunque sia, allora Obama chiese conto a Putin, con una domanda che io trovo molto divertente, chi fossero quegli “omini verdi”.
E adesso, io mi chiedo chi siano gli “omini neri”, come li chiamerei sdrammatizzando il tutto, che nei giorni scorsi si sono dati da fare a Dover, principale porto d’ Inghilterra.
Sui social sono infatti visibili decine di uomini vestiti in scuro e con passamontagna neri bloccati la principale strada di accesso i quali si tengono per mano gridando “Fermate le barche!” o “Inghilterra fino alla morte!”.
Le proteste hanno causato un ingorgo di mezzi creando una coda di 6,4 chilometri, con ritardi fino a 45 minuti.
Dover, a circa 110 chilometri a sud-est di Londra, è stata in passato teatro di proteste analoghe riguardo ai “migranti” (l’eliminazione della e iniziale fa un po’ poetico) che attraversano la Manica dalla Francia.
Chris Vinson, consigliere locale a Dover del Partito Conservatore, ha affermato che la protesta sembra essere «legata all’immigrazione clandestina». «Non mi risulta che ci siano stati episodi di violenza, anche se è chiaro che avere la strada bloccata da uomini con indosso uniformi paramilitari nere e passamontagna è estremamente intimidatorio».
Pur senza alcuna violenza, le autorità locali hanno affermato che il porto era “bloccato a causa di un incidente in corso che preoccupa l’ordine pubblico».
Dai filmati diffusi sui social parrebbe trattarsi di malcontento contro gli immigrati clandestini, che arrivano dall’Europa attraversando la Manica su improbabili imbarcazioni o nascosti tra le merci dei tir viaggianti nel tunnel sotterraneo o meglio submarino.
Alcuni politici, tra cui Nigel Farage di Reform UK, hanno ovviamente cavalcato la questione definendola “invasione”.
La polizia ha scortato verso la stazione ferroviaria di Dover i manifestanti. Essi affermano di non voler parlare con i media, ma comunicano attraverso slogan, come riporta la Bbc: «Fermate le imbarcazioni» e «rimandateli indietro». Una scelta indubbiamente drastica e semplificante, che implica sfiducia totale verso i giornalisti. Come d’altronde, il loro essere incappucciati: nell’era del riconoscimento facciale tramite IA, francamente, è l’unico modo per scendere in piazza; i tempi sembrano dare ragione a Diabolik o Fantomas o Zorro.
Ma chi erano tutti quegli incappucciati, venuti a scatenare il caos? Difficile ovviamente, dirlo anche se penso che la polizia alla fine li abbia identificati non fornendo però i nominativi alla stampa: non hanno appunto mai scoperto il volto, né parlato con i giornalisti. Ma online si capisce qualcosa. Diversi incappucciati si sono definiti membri di Patriot Platform, un nuovo gruppo di destra cristiana, che si definisce animato da «un amore feroce per la nostra patria».
Nell’ area portuale di Portsmouth si è ripetuta un’azione del tutto analoga.
Il leader radicale Tommy Robinson ha invitato in rete ad andare a sostenerli. Uno dei suoi principali fac totum, Daniel Thomas detto Danny Tommo è in effetti a capo di Patriot Platform.
Scontato sdegno del governo Burnham: «Questa non è libertà di espressione». Furbetto e ambiguo il leader della destra, Nigel Farage, che non ha mai difeso Robinson dalle sue persecuzioni giudiziarie per non perdere i voti musulmani: «Non mi piacciono le persone mascherate che bloccano tutto».
A. Martino













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