ANTHONY FAUCI, TRA I PRINCIPALI ARCHITETTI DELLA DITTATURA SANITARIA GLOBALE DA PANDEMIA, NEGLI USA SI TROVA SPALLE AL MURO CON I SUOI ” COMPAGNI DI MERENDA”. GOD BLESS AMERICA!

Chi potrebbe dimenticare quella che io e molti altri definimmo la “dittatura sanitaria”? Sono fatti avvenuti pochissimi anni fa, ma che iniziano ad apparirci lontani un po’ per lo scarso senso storico degli italiani un po’ perché ci proiettarono in una distopia totalmente contrastante con la quotidianità, fatta di divieti, terrorismi psicologici, ma anche di una innnegabile emergenza sanitaria anche se in fondo legata per quanto riguarda l’Italia, più a una insufficienza di posti letto in terapia intensiva che ai reali numeri della pandemia.

Tra il 2020 e il 2022, innumerevoli furono ovviamente gli articoli (mediamente uno al giorno) su questa testata giornalistica, di avviso nettamente dissidente anche se con sfumature a seconda delle firme: per esempio, non ho problemi ad ammettere una mia certa acquiescenza all’obbligo vaccinale per motivi economici legati al mio lavoro dipendente. Il fenomeno dele “morti improvvise”, non ancora cessato completamente, me ne ha fatto pentire, considerati anche dei fenomeni (uno in particolare) di strana tachicardia cui sono stato soggetto.

Anthony Fauci, santone americano della virologia (“grandissimo scienziato” vergognosamente umiliato per la nostra virostar Ilaria Capua) è dovuto sottostare a una umiliazione, quella sì ma meritata dinanzi al Senato americano in cui, per non so quante decine di volte, si è appellato al diritto costituzionale di non rispondere (il famoso quinto emendamento).

Anthony Fauci, speculando infatti sulla sua autoreferenzialità, fu un “nemico in casa” della Casa bianca ovvero di Trump al suo primo mandato divertendosi sovente a far la parte del tutore medico-scientifico di The Donald e a volte, a deriderlo pure. Nonostante ciò, lo stesso Trump evidentemente anch’egli impressionato dalla presunta autorevolezza dello scienziato italoamericano, lo insignì di un’onoreficenza chiaramente immeritata (e preferisco non commentare addirittura il cavalierato di Gran croce conferitogli su mandato presidenziale dall’ambasciatore italiano negli USA in solennità massima, con tanto di sfortunato sottufficiale dell’ Arma in gran tenuta e sugli attenti).

Graziato infatti da Biden, e coperto fino al momento di firma della grazia dalla particolare caratteristica persino preventiva propria della potentissima clemenza (“pardon”) del presidente degli USA, Fauci che qui in Italia è difeso appassionatamente dagli scientisti locali dell’establishment, è stato ritenuto colpevole di “oltraggio al Congresso” (delitto che potrebbe anche non essere effettivamente punito qualora i parlamentari repubblicani non volessero accanirsi su quello che ormai è una sorta di cadavere sociale galleggiante nel mare magnum della Rete).

Il problema di Mr Covid è che però ora i suoi fans in tutto il mondo non possono limitarsi a imprecare contro i biechi complottisti irrispettosi del verbo scientifico, perché è arrivata un’ammissione di colpevolezza da parte di un suo collaboratore, che ormai non nega “regali” in cambio di documentazione scientifica taroccata e dotti commenti pilotati (altro che “fari scientifici dalla grande ricerca americana nonostante le sciagurate esternazioni negazioniste di Trump”).

Infatti il 18 agosto David Morens, per sedici anni senior advisor nell’Office of the Director del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, ovvero il Niaid guidato fino al 2022 da Anthony Fauci, si è dichiarato colpevole davanti a un tribunale federale del Maryland di «conspiracy to commit offenses and to defraud the United States». Così notifica il Dipartimento di Giustizia USA. Morens rischia fino a cinque anni di carcere. La giudice federale Paula Xinis ha fissato l’udienza di sentenza per il 12 novembre prossimo.  Secondo il Dipartimento suddetto, durante la pandemia Morens e altri parteciparono a un malaffare dopo che il National Institutes of Health aveva interrotto il finanziamento di «Understanding the Risk of Bat Coronavirus Emergence».

Ovviamente e di certo, la responsabilità penale è personale: però a quanto pare, in certi consessi degli apostoli della scienza, l’aria è molto meno asettica e incorruttibile di quanto si pensi

La dittatura sanitaria, per quanto riguarda l’Italia, si svolse sotto l’egida del governo Conte bis, di quello Draghi, e marginalmente del governo Meloni che non fece altro che progressivamente eliminare ogni restrizione e imposizione incostituzionale ma coperta dalla magistratura e dai più alti poteri repubblicani.

D’ altronde, Meloni non fece altro che adeguarsi alle disposizioni globaliste di cessazione dell’emergenza, niente di eroico. Ricordo perfettamente quando, con tempismo incredibile, sulle principali reti televisive si eclissarono gli “esperti” di Covid e viroimmunologi vari, per fare spazio, dopo il 24 febbraio 2022, a generali e geopolitologhi vari al momento dell’avvio della ” Operazione speciale” russa in Ucraina.

Riguardo l’annualità e mezza più oscura e liberticida, basti pensare al “non si invochi la libertà” dal più alto colle romano, o al demenzialmente terroristico “non ti vaccini, ti ammali, muori” del Fauci della finanza eurocratica ovvero tal Draghi Mario da Roma.

Anche il primo dei dittatori sanitari Giuseppe Conte ha avuto guastate le vacanze agostane in chissà quale resort da duemila o più euro a notte da un’ audizione parlamentare riguardante taluni risvolti  di spesa pubblica della pandemia: di certo, è stato molto più loquace e appassionato di Fauci nella sua autodifesa; altrimenti, che “grande avvocato” sarebbe?

Sarebbe però il caso, per salomonica equità, che anche super Mario si degnasse di raccontarci qualcosa dato che il green pass ad esempio, fu opera sua. Ma ne dubito, in questo caso credo che ci si avvicini troppo a un certo trentatreesimo livello.

A. Martino

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