IL PROGRAMMA DI FUTURO NAZIONALE FONDATO DA ROBERTO VANNACCI. DESTRA AL 100%, ALTRO CHE “MODERATI” O “CENTRODESTRA”
L’ ex generale dell’Esercito Roberto Vannacci, saggista e deputato al parlamento europeo eletto da indipendente nelle liste della Lega, poi vice segretario della Lega e infine scissionista dalla formazione guidata da Matteo Salvini fondando Futuro nazionale, ha presentato il programma elettorale della nuova realtà politica che, senza tanti giri di parole e annacquamenti, si accredita come l’ unica proposta di genuina Destra all’elettorato italiano.
Pur non propugnando assolutamente l’abrogazione della legge 194 sull’ “interruzione volontaria di gravidanza”, afferma che l’aborto non è un diritto nel senso che per quel dettato legislativo esso è in effetti un rimedio estremo quando l’aiuto alla vita è proprio sconfitto; basta gay in tv (in ogni fiction come una specie di obbligo di sceneggiatura, io direi pure), unioni civili da cancellare e via all’educazione militare nelle scuole. È l’Italia secondo il programma pubblicato da Futuro nazionale, in vista delle elezioni politiche ma anche, in fondo, delle molto più vicine suppletive di Calabria. Le proposte del partito di Roberto Vannacci sono state in buona parte pensate e scritte da Lorenzo Gasperini, professore di filosofia, 34 anni, già consigliere comunale della Lega a Cecina e oggi elevato a «ideologo» dell’alto ufficiale non più in servizio attivo.
Tornando al programma, si vorrebbe che le associazioni pro vita debbano entrare nei consultori e la pillola abortiva Ru-486 non siano somministrate in regime ambulatoriale o domiciliare come una specie di aspirina o tachipirina.
Famiglia, natalità e regolamentazione dell’aborto sono indubbiamente architravi della costruzione politico-ideologica del militare di origini toscane.
Ma non ci si ferma qui, dalla «remigrazione» cantata già in coro ai comizi, al contrasto dell’ omosessualismo, come già accennato, proponendo di vietare programmi, scene e pubblicità con contenuti definiti «genderisti/omosessualisti» se in fascia oraria protetta. Il risultato sarebbe appunto una fascia protetta dalle 6 del mattino alle 23, accompagnata da un sistema di sanzioni.
Assoluta l’opposizione alla transizione di genere (ovvero tradotto dal neolinguese, al cambio di sesso) dei minorenni. I vannacciani vogliono vietare interventi chirurgici di “riassegnazione”, ormoni cross-sex e bloccanti della pubertà anche in presenza di consenso dei genitori, e il cambio di sesso per i minorenni dovrebbe diventare un «reato universale». Per gli adulti non ci sarebbero problemi, ma non a carico del servizio sanitario pubblico.
Abrogazione delle “unioni civili” ovvero della parificazione o quasi di coppie di fatto od omosessuali a quelle costituite sul patto matrimoniale tra due individui di sesso diverso: la famiglia tornerebbe semplicemente a basarsi sul matrimonio tra un uomo e una donna.
Vannacci vorrebbe poi introdurre nelle scuole l’educazione militare, oltre a utilizzare l’Esercito nelle zone più degradate delle città, con nuovi poteri operativi.
Alquanto originale poi, il «mutuo tricolore». Trattasi di una «risposta strutturale» destinata alle giovani coppie italiane per l’acquisto della prima casa: «Contratto con garanzia dello stato» e «a tasso progressivamente decrescente ad ogni figlio nato».
Scontatamente, oserei dire, terrorizzate le opposizioni: «È un programma ai limiti del nazismo, fino a quando Meloni è disposta a rincorrere Vannacci», afferma addirittura Alessandro Zan, responsabile Diritti dei dem. «Ho messo in Parlamento la fiducia a nome del governo Renzi sulla legge sulle unioni civili. Non permetteremo a Vannacci di riportarci nel passato!», attacca l’ex ministra Maria Elena Boschi.
Per quanto mi riguarda, non posso non far notare la forte somiglianza del programma di Futuro nazionale con quello di Forza nuova, la quale però si muove tuttora sulla scena politica nazionale con molte più difficoltà legali e mediatiche.
A. Martino













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