LA MILANO “EUROPEA” DEL WOKE, DELLA SOSTENIBILITA’, DEL GREEN ETC. AL CAPOLINEA PER MANO GIUDIZIARIA GRAZIE ALL’ EDILIZIA FARAONICA DEGLI ULTIMI ANNI.
Rischia di finire molto male il boom edilizio di Milano, della Milano “europea e green”. Il collasso della mega insegna di Generali sul suo grattacielone (per il caldo o non) sembra proprio un segno infausto. Ovviamente la Milano percepita dalle persone comuni, tra maranza e dilagare della criminalità giovanile e delle risse, è un discorso a parte.
Città strana da questo punto di vista: con l’arcinota operazione giudiziaria Mani pulite, la craxiana Milano da bere implose disastrosamente sempre sotto la pressione della Procura.
Qui abbiamo ben settantaquattro indagati tra cui il sindaco Sala, che lamenta di averlo appreso a mezzo stampa. La solita storia, e le solite talpe che erano, sono e saranno impunite.
Le reazioni della politica vanno dall’ imbarazzo della sinistra giustizialista costretta a rinnovare sì la professione di “fiducia nella magistratura” ma anche la sostanziale difesa di un Beppe Sala icona del woke e del politicamente corretto, a quelle della destra governativa che chiede le dimissioni di Sala ma per motivi di fallimento politico e non per puro giustizialismo facendo oltretutto beffardamente notare che è grazie alla riforma del ministro Nordio sulle intercettazioni, che il costruttore Catella non è stato arrestato almeno finora.
L’agenzia ANSA (che qui ringraziamo per la puntuale disamina dei progetti coinvolti) ha messo in luce la enorme entità economica e edilizia dei cantieri e iniziative urbanistiche coinvolte. Fa qui vagamente tenerezza, almeno a uno spirito minimamente devoto, il ricordo della norma che vietava fino a metà del secolo scorso, costruzioni svettanti oltre l’altezza della Madonnina sul Duomo.
Più di un architetto di grido o archistar risulterebbe coinvolto nell’ inchiesta.
“…….Da Porta Nuova, l’avveniristico quartiere che si sviluppa attorno a Porta Garibaldi e piazza Gae Aulenti, al Pirellino, il grattacielo che prevedeva la creazione – ora saltata – di una Torre Botanica, passando per le palazzine del Villaggio Olimpico dello Scalo di Porta Romana e per la Biblioteca degli Alberi.
Se fino alla prima metà del Novecento c’era addirittura una legge che impediva di costruire palazzi più alti della Madonnina, che svetta sul Duomo ad una altezza di 108,5 metri, i grattacieli costruiti negli ultimi anni danno oggi a Milano un tocco moderno e cosmopolita. Sono diversi quelli realizzati da Coima, il gruppo immobiliare fondato da Manfredi Catella, per cui la Procura ha chiesto gli arresti domiciliari. Un mix di architetture moderne e tradizionali che stanno ridisegnando il volto del capoluogo lombardo.
Uno dei più prestigiosi piani di riqualificazione urbana d’Europa, per un totale di 2 miliardi di euro di investimento, è proprio quello del quartiere Porta Nuova. Un vasto intervento che ha trasformato un’area prima occupata da scali ferroviari dismessi in un polo di innovazione e sostenibilità, attraverso la costruzione di nuovi edifici, spazi verdi, piazze e collegamenti pedonali che hanno dato vita ad un quartiere moderno e vivibile.
Nella seconda fase della rigenerazione urbana di Porta Nuova rientra il Pirellino, ovvero la ristrutturazione dell’ex torre comunale di via Pirelli 39 finita al centro degli accertamenti dei magistrati per presunti abusi edilizi. Un restyling faraonico, che per ridurre i tempi di realizzazione negli ultimi mesi ha subito un ridimensionamento. Niente più Torre Botanica firmata Stefano Boeri e soltanto un risanamento conservativo per l’edificio a ponte che passa sopra via Melchiorre Gioia e che, nell’idea iniziale di Coima, si sarebbe potuto trasformare in un Ponte Serra con spazi pubblici.
Gli investigatori della guardia di finanza, con le acquisizioni effettuate oggi in Comune, hanno preso documenti riguardanti quasi un’altra trentina di progetti immobiliari. Tra quelli già finiti al centro dei vari filoni di indagine ci sono anche le palazzine del Villaggio Olimpico, parte della più ampia riqualificazione dell’ex scalo ferroviario di Porta Romana che, dopo le Olimpiadi, sarà riconvertito in uno studentato con 1.700 posti letto. E ci sono anche i cosiddetti “nove nodi”, gli “svincoli” tra la città e l’hinterland attorno ai quali – secondo l’accusa – si stava pianificando la strategia urbanistica di estesissime aree del territorio di Milano, per non parlare di torri e complessi residenziali di 600 appartamenti come l’Ex Trotter.”
A. Martino













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