LA CASA BIANCA SPIETATA NEL SUO ULTIMO RAPPORTO DI “NATIONAL SECURITY STRATEGY”: “L’UNIONE EUROPEA GUIDA SOLO LA SCOMPARSA DELLA SUA CIVILTA'”. E MUSK RINCARA LA DOSE.
“Reale prospettiva di cancellazione della sua civiltà”. Questo è il destino cui, entro i prossimi venti anni, il continente europeo, ormai praticamente assorbito dalla Unione europea, dovrebbe andare incontro secondo l’ultima analisi del tradizionale rapporto periodico National security strategy, elaborato dai più importanti consiglieri presidenziali e alla fine emesso dalla Casa Bianca. E’ facilmente consultabile da chiunque in rete e consistente di ben trentatré pagine.
Il capo della Casa Bianca delinea le sue priorità e usa parole dure per gli alleati (o, per lui, ormai ingombranti satelliti) europei, criticandoli a 360°, dalle politiche migratorie alla “censura della libertà di parola” (tema già affrontato verbalmente dal vice Vance in Germania e da noi immediatamente riportato all’attenzione del lettore qualche giorno prima della morte di papa Francesco), fino alle “aspettative irrealistiche” sulla guerra per procura in Ucraina.
E c’è anche l’intenzione di evitare quello che chiamerei il “doping” della Nato: “Non può essere considerata un’alleanza in continua espansione”: chiaro riferimento all’ Ucraina, e, ma non era questa forse l’intenzione di Trump, alla promessa all’epoca del crollo del Muro di Berlino, di non espandersi oltre l’annessione della ex DDR. Non solo, ma Trump vorrebbe – secondo fonti di Reuters – che l’Europa assumesse il controllo dell’Alleanza a partire dal 2027, con ovvio minore impegno degli USA.
Un documento di una franchezza impressionante, qualcosa di mai messo finora nero su bianco (ovvero per iscritto) nel contesto dei rapporti americani con l’altra sponda dell’ Oceano. Anche se per quanto riguarda me, e noi de L’Ortis, sembra sfondare la proverbiale porta aperta. Almeno all’apparenza, sovranismo allo stato puro. Musica per le mie, per le nostre orecchie.
Elon Musk, in probabile riconciliazione con il commander in chief, ha twittato ancora più drasticamente come nel suo stile mentale: “L’Ue deve essere abolita”. L’ uomo secondo molti, il più ricco del pianeta, che fino a maggio 2025 aveva collaborato con l’amministrazione federale USA, nel messaggio diffuso sul suo social X ex Twitter, afferma che “l’Unione europea deve essere abolita e la sovranità restituita ai diversi Paesi in modo che i governi possano meglio rappresentare i popoli dei Paesi”. Probabilmente, l’ ultima durissima esternazione dell’ uomo di Tesla e Space X ma anche “padre” del fantastico robot Optimus, è dovuta anche all’ ultima mega multa irrogata dalle autorità UE a X.
Comunque consolante, la dimostrazione che Musk è “ancora vivo e lotta con noi”. Le cause sovraniste e patriottiche hanno bisogno del suo interessamento fattivo e generoso, diciamolo francamente. Infatti, nel già storico rapporto NSS, vengono ribaditi apprezzamento e interesse verso i movimenti sovranisti, chiamati dal main stream “estrema destra”.
Secca la replica verbale di un portavoce della Commissione Ue: “Quando si tratta di decisioni che riguardano l’Unione europea, queste vengono prese dall’Unione europea, per l’Unione europea, comprese quelle che riguardano la nostra autonomia normativa, la tutela della libertà di espressione e l’ordine internazionale fondato sulle regole. Il partenariato transatlantico è unico e, come sempre, gli alleati sono più forti insieme”.
Davvero imbarazzante, però, che se vi sono “interferenze esterne” e “tentativi di manipolazione e divisione delle opinioni pubbliche”, tutto ciò, agli atti e oggettivamente, appare provenire più dalle rive del Potomac che da quelle della Moscova. Patetici; anche in questa tirata di orecchie storica, gli eurocrati sono costretti a non usare termini troppo risentiti verso quello che io chiamo Cesar Trump (o Cesar Donald, se preferite): sono le umiliazioni che a volte toccano ai vassalli.
Unico neo: se alle elezioni presidenziali del 2028 dovesse essere eletto un dem, si riporteranno indietro le lancette della Storia come nel 2020 con l’elezione dell’ “abominevole Biden”. Speriamo che Trump, reduce dal meritato quanto inedito premio FIFA (lo sport è strumento di pace per eccellenza), riesca almeno a chiudere la guerra in Ucraina.
E se Giorgia smettesse di inviare armi su armi a Zelensky, farebbe indubbiamente qualcosa di concreto oltre che prendersi i soliti complimenti del quarantacinquesimo nonché quarantasettesimo presidente degli Stati Uniti d’America.
A. Martino













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