DRONE UCRAINO FA STRAGE DI BAGNANTI SU SPIAGGIA DELLA RUSSIA DEL SUD

Sei persone, tra cui tre bambini, hanno perso la vita in un attacco di droni ucraini nella località balnerare di Arkhipo-Osipovka, nella provincia di Gelendzhik, nella Russia meridionale, a 22 kilometri da dove sorge il cosiddetto «Palazzo di Putin». Ad annunciare l’aggravarsi del bilancio, che fino alla mattina di oggi era di tre morti, è stato il governatore del Territorio di Krasnodar, aggiungendo che i feriti sono quaranta.

Il drone – secondo i video in Rete e rilanciati dal sito indipendente Meduza – si è schiantato direttamente sulla spiaggia. Al momento dell’impatto, c’erano molte persone in riva e in acqua. Le autorità del Krasnodar hanno segnalato la caduta di «detriti di drone» mentre alcuni canali Telegram ucraini sostengono che lo schianto sulla spiaggia sia stato causato da un’attività di guerra “elettronica e non intenzionale” (significato dell’ espressione per me poco chiaro).

Più concretamente, sembra che il triste caso sia annoverabile alla cronaca dei droni (o missili anche) abbattuti, i cui detriti inevitabilmente precipitando ove capita, facciano danni diversi da quelli previsti dalla rotta, ma a volte umanamente peggiori.

Arkhipo-Osipovka, che fa parte di Gelendzhik, si trova a circa 22 chilometri in linea d’aria dal cosiddetto «Palazzo di Putin», tra i villaggi di Praskoveyevka e Krinitsa.

Il Cremlino ha sempre smentito che l’imponente complesso detto “palazzo di Putin” sia, così come affermato a suo tempo del defunto dissidente Navalny, proprietà del presidente Putin o di suoi familiari.

Da segnalare altresì l’ intensificarsi dell’azione missilistica russa contro obiettivi militari, produttivi e portuali ucraini (con relative vittime collaterali), ma anche l’ennesimo colpo ucraino sul colosso russo delle spedizioni Wildberries, con cinque vittime, grazie a droni arrivati sino alle porte di Mosca. La quale punta il dito, attraverso la portavoce del Cremlino, sull’ attività occidentale, secondo costei, di vero e proprio fiancheggiamento di azioni terroristiche.

A. Martino

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