GRANDI DIFFICOLTA’ DELLA CONTRAEREA ANTIMISSILISTICA DELL’ UCRAINA. ZELENSKY IMPLORA I SISTEMI PATRIOT AMERICANI.
D’accordo, può essere una dinamica di propaganda da una parte e dall’altra.
AMK Mapping non presenta garanzie di imparzialità, però i suoi dati contrastano con una certa propaganda main stream degli ultimi mesi per cui la Russia non riesce più ad avanzare nel Donbass anzi perde terreno, l’Ucraina è ormai una super potenza militare che si fa i suoi armamenti senza chiederli più a nessuno, l’economia russa è prossima al collasso e così dicendo.
Questi sarebbero i dati precisi che fornisce: I guadagni più consistenti nel mese di luglio da parte russa nel Donbass si sono concentrati nell’oblast’ di Donetsk (204,4 km²), con progressi significativi anche a Zaporizhzhia (65,6 km²), Kharkiv (57,9 km²) e Sumy (52,6 km²). Nello stesso periodo le truppe ucraine hanno riconquistato soltanto 117,3 km², in calo del 49,67% rispetto al mese precedente, con limitati recuperi presso Dnipro (52 km²) e Donetsk (41 km²). Il saldo netto a favore di Mosca ammonta così a +269,9 km², con netto incremento mensile.
Certo, come abbiamo riferito e riferiamo, le forze di Kiev si accaniscono non senza risultati contro raffinerie di petrolio, snodi logistici come l’ormai famosa cosiddetta Amazon russa alias Wildberries creando non pochi disagi, e lutti soprattutto, a cittadini e lavoratori dei bersagli suddetti. Ma anche i primi missili della storia militare (quelli con la svastica) terrorizzarono nel 1945, ultimo anno della seconda guerra mondiale, i britannici di Londra e non solo; eppure il destino della guerra era segnato contro Hitler.
D’altronde Zelenky non fa, dismessa la propaganda, mistero dell’assoluta necessità per Kiev, di missili intercettori Patriot che gli USA lesinano, in fondo perché ne hanno ben pochi dopo l’apertura delle ostilità contro l’Iran.
La notte del 5 agosto si può considerare come la “noche triste” della contraerea ucraina: le forze di Mosca hanno lanciato verso i cieli ucraini 115 droni, e 28 missili balistici di ogni più micidiale e veloce fatta (Zirkon, Iskander come in foto, et cetera). Ebbene, se i droni sono stati abbattuti in larga misura (cosa scontata per chi lancia, ma purtroppo non valida per il povero ormai ben noto ambulante di Kherson), addirittura nessun missile sarebbe stato abbattuto il che potrebbe persino far ipotizzare una fake news ucraina per convincere gli alleati della necessità dei Patriot. Stando così le cose, comunque, anche ad ammettere una esagerazione “strategica” in negativo delle informazioni ucraine, ciò è in netta contraddizione con la narrazione sulla nuova “superpotenza militare”
Ma non credo: la drammatica impotenza ucraina contro l’alta balistica russa ci può stare, in virtù sia dell’esaurimento di scorte antimissilistiche sia dell’intensificarsi di tale utilizzo da parte della Russia in una escalation che ormai, coinvolge persino i distributori di benzina ucraini come a “vendicare” con voluta sproporzione le file a quelli russi a causa dei problemi suddetti nella raffinazione del carburante. Sta di fatto che si lamenta una forte contrazione del personale addetto alle stazioni di servizio russe.
Zelensky sta quasi supplicando i Patriot (antimissili a lungo raggio) agli USA cioè a Trump, e al suo segretario alla Difesa Hegseth, che prima ha detto di sì addirittura alla concessione del brevetto, poi ha detto che bisognava valutare meglio una simile concessione anche dal punto di vista dei segreti industrial-militari, infine ha detto no.
Sarà pure la ondivaga filosofia decisionale del tycoon-presidente, ma il fatto è che questo materiale di sicuro non abbonda più nemmeno negli arsenali a stelle e strisce, e che in un immaginario gioco della torre, il tycoon ne getterebbe sotto Zelensky, certo non gli alleati del Golfo che ne hanno bisogno contro gli strikes iraniani di rappresaglia dopo le azioni americane.
Singolare azione di drone non meglio identificato, semplicemente allocato o forse vagante all’aeroporto di Lipsia (nell’ex DDR) nei pressi di un cargo ucraino. MI ricorda le bombe carta inutilizzate che si fanno ritrovare, come avvertimento, nei pressi di un potenziale bersaglio terroristico.
A. Martino












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