ARRIVA LA APP IMMUNI, PRIMO PASSO VERSO LA CINESIZZAZIONE E LA CITTADINANZA A PUNTI.

E vai con la cinesizzazione. La road map della “simulazione statistica” della Global Business Network procede spedita e più o meno precisa: la mutazione genetica di un virus dall’animale all’uomo (magari con un aiutino del secondo), gli arresti collettivi con relativa sospensione dei diritti di libertà basilari, il ferreo controllo delle masse, e ora prove tecniche di “tracciatura”.

Ecco che la Bending spoons, società dal margine operativo lordo di ben trentacinque milioni di euro, colta da istinto filantropico, decide di mettere a disposizione del governo giallorosso una tecnologia blue tooth scaricabile volontariamente (fin quando vorranno che tale resti, tanto basta un DPCM) che registra i movimenti dell’ utente di smart phone in interazione con tutti gli altri utenti di analoghi dispositivi incrociati nello spazio di un metro di distanza circa. Parliamo della app Immuni.

Nel momento in cui dovesse essere registrato un contatto con un positivo al COVID-19, scatta una informativa all’ utente che abbia avuto contatti con l’ “appestato”. Ovviamente, l’ “appestato” deve aver dato il consenso alla gestione, anche in aggiornamento, dei propri dati clinici.

Già detta così, si intuisce la sofisticatezza di tale strumento tecnologico “disinteressatamente” messo a disposizione dalla suddetta società che tra i suoi soci annovera un vero Gotha della “gente” che conta (circolano i nomi dei figli più giovani di Silvio Berlusconi, e di John Elkann).

Sono enormi e svariati gli interrogativi, tali da suscitare anche una interrogativa del Copasir (il comitato parlamentare per l’ intelligence). Basti pensare a che fine facciano realmente questi dati aldilà delle rassicurazioni degli addetti ai lavori, a chi gestisca il server e a quale parte del mondo lo ospiti.

Dice il professor Antonio Teti dell’ Università D’ Annunzio di Chieti e Pescara, intervistato da Il Centro: “Rimane da capire come e dove saranno memorizzati i dati. A mio modesto parere i data base dovrebbero essere memorizzati all’ interno di un sistema centralizzato gestito dall’ autorità sanitaria, cui andrebbe attribuita l’ attività di controllo dei contatti delle persone e la gestione degli avvisi . Non oso immaginare cosa potrebbe accadere se tutti i dati sensibili di un’ intera popolazione dovessero finire in un server pubblicato in un paese a rischio”.

Forse, il diavolo, in questo caso e nell’ immediato, ha intenzioni meno brutte di quanto si pensi: probabilmente il tutto è veramente circoscritto, almeno per il momento, alla finalità sanitaria e verrà mantenuta la caratteristica volontaristica. Ma tutto l’ ambaradan rientra pur sempre nella strategia generale di tracciatura totale che ben conosciamo. E’ la solita storia della rana bollita, che quando sta per lessare forse lo capisce ma ormai non può più saltare fuori dalla pentola. Nella pentola era entrata con l’ acqua bella fresca, ma questa un po’ alla volta era stata scaldata fino a portarla al torpore e allo sfinimento.

 Immuni è solo un passaggio verso altre app che ti diranno se hai avuto a che fare o solo incrociato, che so, un “fascista”, un accusato di violenza contro le donne, un “populista e sovranista”, un “omofobo” e così via. Il tutto in una infernale orchestra informatico-digitale di trojan di stato, milioni di telecamere , e cittadinanza “a punti”, con la quale, alla seconda  o terza volta che passi con il rosso ti ritroverai in galera nello spazio di un quarto d’ ora.

La Cina docet con assoluta autorevolezza: il problema di qui, e del resto del famoso Occidente “dai valori liberaldemocratici” è che occorre tempo per “lavorare” costituzioni, ottenere l’ acquiescenza delle masse, neutralizzare il dissenso.

Ma questo punto, diteci : siamo più “combattenti della libertà” noi che osiamo dirvi queste cose, o l’ ANPI che oggi avrà il privilegio di “assembrarsi” in piazza per celebrare il 25 aprile?

A.Martino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *