IL MOVIMENTO 5 STELLE CONFERMA LA SUA ASSURDA OSTILITA’ VERSO IL COMPARTO ITALIANO ALBERGHIERO E RISTORATIVO (MEGLIO UN BEL RISTORANTE CINESE,NO?).

Non so se ricordate il mio articolo del 19 maggio “ PER LA DITTATURA TECNOSANITARIA, GLI HOTELS FANNO UN AFFARE A STAR CHIUSI. E MASSIMO GILETTI ASFALTA IL VICEMINISTRO DI STEFANO”.  

Beh, i “pentastellati”non saranno coerenti in sovranismo, in populismo, il loro giustizialismo sarà a senso unico, il loro rifugiarsi negli acquari delle Sardine con conseguente retorica contro l’ “Odio” cozza con gli insulti ai romani opera di non so quale loro poeta della domenica prontamente lodati via social da Grillo in funzione pro Raggi; ma su una cosa sono coerenti.

Sono coerenti col disprezzo di chi lavora sul serio, senza pensare al reddito di cittadinanza o a marchette varie (senza nulla togliere a situazioni di grave disagio di fratelli e sorelle italiani), e da quel lavoro (peggio per loro se imprenditoriale) trae serenità se non agi e benessere.  “Decrescita felice”,  saldatasi al tempo del Coronavirus col “nulla sarà come prima”. Nel frattempo, però, sopportiamo le loro “provocazioni, che vanno inserite in un contesto”.

La vice ministro dell’ Economia Laura Castelli già aveva attirato nel 2018  l’ attenzione ad esempio quando si dichiarò “quasi collega dei commercialisti” dato che (prima di essere risultata tra i vincitori della lotteria pentastellata sulle candidature, aggiungiamo noi) aveva avuto la ventura di lavorare in un CAF e occuparsi di buste paga.  

Ma questa volta, prendendosela con i ristoratori, forse ha esagerato, incappando in una marea di insulti sui socials anche “sessisti” (categoria sempre buona a ridimensionare il torto di chi li provoca) e inducendo lo stesso Giancarlo Vissani a risponderle per le rime.

E’ infatti accaduto che qualche giorno fa al TG 2 ha dichiarato : “Se una persona decide di non andare più al ristorante, bisogna aiutare l’imprenditore a fare un’altra attività”. Evidentemente,ignora la statista pentastellata che i suoi supremi pontefici del mondialismo (da cui il M5S prende da sempre ordini nonostante le finte tattiche della Casaleggio e associati) da ormai trenta anni hanno decretato la deindustrializzazione e deproduttivizzazione dell’ Italia, e che prendersela tanto come essi fanno, col comparto turistico-ristorativo equivale a segare uno dei rami d’ albero su cui, faticosamente, si sta ancora seduti. Ed ecco la lettera aperta in risposta, firmata da cinquecento ristoratori.

…..”Siamo diventati intolleranti a questi scivoloni televisivi che mettono alla gogna mediatica un intero comparto. Ci hanno dato dei pigri, dei rivoluzionari, multati e adesso anche degli incapaci. Tutti questi appellativi non appartengono alla nostra categoria che rappresenta un’ importante colonna economica italiana ( 13% del Pil)”…..” E i ristoratori rivendicano con orgoglio che “molte attività, hanno riaperto con la consapevolezza di ricominciare in una situazione emergenziale, dove gli incassi non coprono i costi”…, .. “con il coraggio e lo spirito di sacrificio che sempre contraddistingue la nostra categoria abbiamo scelto di voler continuare a regalare una serranda alzata in città, di voler essere vicini ai nostri collaboratori, per sopperire ad uno stato che ha lascito nell’incertezza centinaia di migliaia di lavoratori del settore”.  

E qui il vero affondo, un radicale rigetto di tutta la manipolazione mondialista e tecnocapitalistico-digitale cui cercano di piegarci, prima di tutto nella mentalità ancora prima che nelle leggi o regolamenti:  “…..Ci siamo solo ritrovati con un pacchetto di promesse su promesse ancora non mantenute. A tutto ciò si aggiunge l’incapacità della comunicazione politica. Mai ci saremmo aspettati una dichiarazione del vice ministro Castelli totalmente fuori focus”, si legge ancora nella lettera aperta, dove l’attacco si estende anche alle manovre e trovate varie del governo giallorosso in chiave tecnosanitaria per far ripartire, così dicono, l’economia italiana.”Da quando è cominciata l’era dell’impresa 4.0 avete propinato alle aziende digitalizzazione, robotica, e-commerce, app tecnologiche, ecologia, monopattini, delivery e tanto altro, ma nulla di tutto questo rappresenta l’essenza dei principi fondamentali della ristorazione fatta di ospitalità, accoglienza e relazione”, attaccano ancora i ristoratori, che iniziano a fare del sano “complottismo”, per noi sempre legittimo di questi tempi. “Ci volete vedere mangiare tutti davanti al Pc in smartworkig? Così siete liberi di ingabbiarci a casa e negli uffici e lasciare le città in balia del degrado e delle attività clandestine”.

Bravi i nostri “eroici” ristoratori da Aosta a Pantelleria; questa lettera aperta è un atto di coraggio civile e patriottico.

A.Martino

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