LA BORSA DA 80.000 EURO DELLA COMPAGNA DI CONTE. OVVERO, QUANDO L’ELEGANZA DELLA ELITE SCONFINA NEL GROTTESCO.

Per iniziare: la dott.ssa Olivia Paladino, che la stampa main stream chiama con apparente deferenza Signora Conte, o peggio Lady Conte (in tal modo facendo sconfinare la cortigianeria in sottile, ipocrita dileggio non si sa se voluto), è per quanto ci riguarda, una degna signora che dei propri soldi può fare quello che vuole; allo stesso modo in cui può tranquillamente sfoggiare in pubblico eventuali regali del proprio fidanzato o compagno, fate voi, che è al momento, Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana.

Non è esatto che il contestatissimo accessorio in vimini e pelle a marca Hermes (modello Kelly Picnic 2011), costi la stratosferica somma di ottantamila euro circa; al momento della sua produzione (o creazione, termine più adatto per un simile pezzo), costava “solo” settemila euro circa. Ora il mercato collezionistico (Hermes è al pari di Rolex o Ferrari, a quanto pare, fonte di beni rifugio) lo quoterebbe alla cifra suddetta, come vediamo; anche se tra la quotazione amatoriale di un oggetto e la sua liquidità, sappiamo bene che ne corre. Per quanto mi riguarda, per una versione chic del panierino della merenda che un tempo si usava negli asili, non spenderei neanche la centesima parte; se mi piovessero tanti soldi dal cielo, prenderei in considerazione piuttosto una bella spider o cabrio; ma in fondo, è questione di gusti.

Spero quindi vivamente (ma per lei), altrimenti ci sarebbe inquadrare con minore amabilità la sua personalità, che il “paniere” come lo definisco io con volgarità plebea, sia almeno stato comprato alla fonte, nel 2011.

Il punto è un altro: l’ immagine del premier Conte, e del suo entourage più o meno intimo, è straordinariamente decadente e felliniana. Non senza citazioni, per rimanere nell’ambito cinematografico, di Tinto Brass o Ferzan Ozpetek. E lasciamo perdere pure la storia del “suocero” di Conte, padrone del romano Hotel Plaza, che grazie al decreto Rilancio avrebbe sfangato una seccante storia di imposte di soggiorno che sarebbero state riscosse ma non versate al Comune: ovviamente, sono tutte vergognose illazioni populiste.

Anche se la sintesi del tutto la potrebbe fare un Paolo Sorrentino col suo surrealismo da decadenza romana: Il Divo, La grande bellezza, The young Pope. La pochette immacolata, la cadenza da classico gagà della provincia meridionale che si è fatto non proprio da solo alla “Lei non sa chi sono io”, l’ abito scuro con cravatta dalla perfetta nuance in un momento dell’anno in cui anche una normale camicia di cotone a maniche lunghe, grazie al “cambiamento climatico” ti fa sentire come un crociato nella sua corazza in pieno deserto giordano; la  campagna in rete dei suoi supporters con la storia delle “mie bambine” e con la incredibile coroncina in testa alla Cicciolina e quei cuoricini che come padre di bambine (lui non lo è), francamente, mi fanno schifo; la peculiare personalità del suo portavoce probabile ispiratore della trovata; ora anche la compagna-Maria Antonietta le cui scarpe, se a saldi, costano probabilmente, si penserebbe, uno stipendio medio, o piuttosto dati i tempi una CIG media. Tutto lecito, ripetiamo, tutto “segno dei tempi”, niente invidia, niente odio, ci mancherebbe altro. Tutta questa gente “che piace”, in fondo, non sa davvero quello che dice, non sa la reale portata di quello che fa e che ci sta apparecchiando. Ma sa che ad eseguire certe direttive, a diffondere certi stili grotteschi secondo Pensiero Unico e con la copertura non solo di Soros e di frau Merkel, ma anche di Barbara D’ Urso e Maria De Filippi, si mantiene la poltrona e si va anzi lontano.

Ma dopo tutto questo, e un più o meno Papa, che dai suoi titoli ha depennato, da ultimo, quello di vicario di Cristo (basta, con questa roba da Medio Evo…), e Vladimir Luxuria che chiude una sfilata di moda in abito bianco da sposa, per favore, diteci cosa ci manca! Almeno ci prepariamo.

Questa Italia va R I F O N D A T A oserei dire antropologicamente, altro che “riforme” per farci tutti “mangiare meglio” da finanza mondialista e UE.

A.Martino          

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