DA CAPITOL HILL SI ODONO SENZA MEZZI TERMINI GLI SCRICCHIOLII DI UN INTERO SISTEMA ORMAI AL COLLASSO

Molti commentatori politici hanno sempre definito gli Stati Uniti come la più grande democrazia rappresentativa esistente.

Al contrario io appartengo a quella sparuta minoranza che considerano gli USA certamente una democrazia, ma non per questo né la più grande, né tanto meno fonte di esempio e di emulazione.

Infatti una democrazia veramente seria e compiuta, potrebbe mai permettere l’elezione del proprio leader attraverso la spedizione di una letterina a Babbo Natale?

Si, a Babbo Natale, avete capito bene, perché in definitiva questo è il voto postale statunitense: una semplice busta spedita in modalità ordinaria con tutti i rischi del caso.

E così, di colpo, grazie alle accuse di Trump, abbiamo scoperto una cosa che ho sempre sostenuto da tempo immemore, cioè, che tutto il mondo è Paese, altro che globalizzazione!

L’Italia, gli Stati Uniti o il Venezuela se preferite, se pur così lontani e diversi, hanno in comune l’essere abitati e governati da esseri umani e gli uomini, si sa, a qualsiasi latitudine si trovino, sono specializzati nella macellazione dei maiali, anche se sono mussulmani.

Capita così che, anche negli ambienti più insospettabili, del voto si faccia carne di porco, questo il popolo italiano lo sa ed ecco perché, agli occhi del mondo, appare così cinico e disincantato.

Gli statunitensi invece, fino a ieri l’altro, erano sostanzialmente dei bambinoni, gli unici, in una democrazia, che, anziché pregare la propria divinità, si rivolgevano per un consiglio o un’ispirazione, alla statua di Abramo Lincoln, un Presidente il quale, per quanto mitico, è stato pur sempre un politico con tutti i difetti e le ombre del caso.

Il sistema a stelle strisce, quindi, è stato sempre visto, da costoro, come la Stella Polare della giustizia scesa in terra tanto da travisarne, in tutti questi anni, la vera natura.

Infatti se si analizza con metodo critico, analitico ed asettico, il bipartitismo Democratico/Repubblicano ci si può ben rendere conto che esso rappresenta, in realtà, solo un’operazione di facciata delle varie lobby per tutelare i propri interessi ed emarginare le masse.

D’altronde, se non fosse così, non si capirebbe il perché un diritto come:

  • Il sedersi liberamente su un autobus (vedi caso Rosa Parks) non venne garantito fino al 1956;
  • Il matrimonio, in chiave interraziale, non fu garantito fino al 1967;
  • All’Assistenza Sanitaria Universale, pur trovandoci nel XXI secolo, non è ancora presente nel sistema americano;
  • L’istruzione non è seriamente garantita se non attraverso un cospicuo indebitamento delle famiglie presso le banche.

In definitiva, la classe medio-bassa americana, sempre più, se la sta passando male e questo lo vediamo dal grandissimo disagio manifestato sia dal movimento dei Black Lives Matter – che in maniera barbara ha abbattuto, negli Stati Uniti, moltissime statue di Cristoforo Colombo, concentrando così, a loro detta, l’attenzione su quei personaggi che hanno dato inizio allo sfruttamento dei più poveri – che dallo spontaneismo degli attivisti no vax, dei tea party, o dei cristiani evangelici che in gran numero hanno appoggiato Trump perché stufi dei soprusi e della narrazione ufficiale del deep state.

Non è infatti da sottovalutare il fatto che, in quel del Campidoglio, le uniche manifestazioni veramente violente dei trumpiani si sono avute nei riguardi della stampa ivi presente accusata, da questi ultimi, di diffondere solo bufale e congetture.

Due facce, insomma – quella dei Black Lives Mattere dei Patrioti di Trump – della stessa medaglia che, cozzando e attivandosi, hanno fatto perdere l’innocenza agli Stati Uniti ed hanno fatto suonare a morte le campane di un sistema che, ora più che mai, è al collasso, non fosse altro per un fattore puramente anagrafico.

Ogni creazione umana, infatti, ha un inizio ed una fine e l’imperialismo americano è in auge dal lontano 1846/48 (Guerra Messicano – Statunitense), cioè da 174 anni, un tempo, nell’epoca contemporanea, più che sufficiente, per decretarne una naturale consunzione.

In fondo, se, sia il democratico Obama che il tanto vituperato Trump, durante il loro mandato, hanno fatto di tutto per spingere i propri alleati a farsi sempre più carico delle spese di gestione della NATO è proprio perché l’impalcatura del sistema inizia a scricchiolare e quindi, forse non oggi, forse non domani, ma, prima o poi, gli Stati Uniti imploderanno … è nella natura delle cose, così come, al di là del commento dei ben pensanti, era scontato che, prima o poi, ciò che è successo al Capitol Hill, dovesse succedere.

Perciò, cari lettori, guardatevi da chi la pensa diversamente perché ho è uno sprovveduto o è in malafede.

Lorenzo Valloreja

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