LINO BANFI “NONNO LIBERO”, AMICO DI BAMBINI E CAUSE UMANITARIE? MA CHE DITE, ORMAI E’ UN’ ICONA DI “VIOLENZA E PORNOGRAFIA”!

E così, anche Lino Banfi si accinge a sparire fagocitato dall’anaconda detto “Il politicamente corretto”: non è una battuta o uno scherzo, è la verità e c’ è poco da ridere perché per roba del genere, ormai poco manca alle manette. Anche qui l’ Ortis vi aveva avvisati ravvisando nel “caso Derrick” un pericoloso precedente: di tutt’ altra motivazione mi si dirà, ma mettici il collante del Black lives matter e ancor prima del #metoo con “inginocchiati” annessi, ed eccoci alla “scomunica” di nonno Libero. Vedi i miei FOLLIA TOTALE, IL CARTOON “GLI ARISTOGATTI” SCONSIGLIABILE AI BAMBINI E I “MISERABILI” SAREBBERO LA FRANCIA MULTIETNICA DI DUE SECOLI DOPO. MA E’ IL MONDO DI BIDEN, DI ZINGARETTI, DI CONTE E DI DI MAIO. del 28 gennaio. Nonché LO STRANO CASO DELLA SCOMPARSA DELL’ISPETTORE DERRICK DAGLI SCHERMI TV DECRETATA DA FRAU MERKEL, ANTICIPAZIONE DELLA FOLLIA DI QUESTI GIORNI. del primo luglio.

Quando toccherà agli indimenticabili Renzo Montagnani o Mario Carotenuto, a Pippo Franco, ad Alvaro Vitali, al “colonnello” Tognazzi ? A quando l’onta dell’etichetta di collaborazionista dei maschilisti, rea di aver rafforzato e consacrato “stereotipi sessisti” per la inarrivabile Edwige Fenech, la sconvolgente Nadia Cassini, l’angelica al pepe Gloria Guida, la statuaria Barbara Bouchet ? Coraggio, andate fino in fondo, e peste vi colga, direbbe Amedeo Nazzari: forza, osate la damnatio memoriae per Laura Antonelli o Paola Senatore, pazzi che non siete altro!

Chiedete pure l’abiura e le scuse a Giancarlo Giannini e alla maestra Lina Wertmueller, per le mazzate e il mezzo stupro riservato a Mariangela Melato in “Travolti da un insolito destino nell’ azzurro mare di agosto”. Dimostrateci fino in fondo che ci state apparecchiando uno schifo di mondo senza fantasia, ironia e creatività e risate, e almeno sapremo come attrezzarci, ci procureremo copie in chiavetta USB o DVD o non so come, scaricheremo tutto quello che potremo, e ci consoleremo, se l’anagrafe lo consente, con lo essere vissuti in una epoca che sempre più appare d’ oro. Non è essere retrogradi o “tradizionalisti”, è che quando siamo sul precipizio non si va avanti perché c’ è la morte e l’istinto vitale impone di tornare indietro. Fate quello che volete, non vi seguiremo; non possiamo seguirvi.  

La comunità Facebook, chiamata “Noi che amiamo Lino Banfi official”, raggruppava ben 117mila fan di Lino Banfi, ma è stata oscurata per violazioni degli standard di Facebook in merito a… violenza e sesso! Ma cosa pubblicava di tanto schifoso questo gruppo gestito dall’ imitatore di Banfi  Calogero Vignera ?

Beh, roba francamente da pura vignetta e che in altri tempi non consideravo più di tanto, con un certo snobismo intellettuale di cui faccio ammenda.

 Cose quali la scena con il nostro eroe pugliese che minaccia «Ti spezzo la noce del capocollo e ti metto l’intestino a tracollo», considerati da Facebook un «incitamento alla violenza»; o la celeberrima canzone «E benvenuti a ‘sti frocioni, belli grossi e capoccioni», suonata nel film Fracchia la belva umana e ora bandita in quanto «incitamento all’odio» contro i gay; o una Gloria Guida nuda in abluzioni da doccia ne La liceale seduce i professori, o una Edwige Fenech sul divano in topless nella commedia Zucchero, Miele e Peperoncino, giudicata «atto di pornografia». E tante, tantissime altre.

E siamo al punto nodale: non si vuole un mondo vero fatto di sfottò, minacce da ridere e sane smargiassate prima di offrirsi un caffè o un bicchiere di vino o birra (veleni per la Parca Europa, e non ho detto porca sennò ci bannano per disprezzo verso i suini). E soprattutto non si vuole un mondo fatto di uomini “con l’idea fissa” di copulare, avere tra le mani, inseguire donne (da sogno, quelle toccate al grande Lino sul set di film realizzabili in due o tre settimane a voler fare un capolavoro). E non si vuole un mondo di donne “che ci stanno” anzi seducono: anche se spesso, in quei film usano il sesso come un’arma impropria verso uomini smanianti quanto ingenui e tonti. E si ignora la realtà degli infortuni coniugali detti “corna” da affettuosamente fare e ancora più affettuosamente ricambiare: non sia mai ridere sul “disagio nella coppia”, perseguitarci col “femminicidio” che credono di esorcizzare ma che in menti esaurite e stremate dagli arresti domiciliari si trasforma in emulazione invece sì.

E sempre secondo lor signori sarebbe innanzitutto cosa buona e giusta cambiare sesso, non farlo come letteralmente Dio comanda (checché ne dica papa Francesco). Non avranno mai il mio cuore e il mio cervello.   

A. Martino

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