ALLA FINE CI SIAMO, CE LO POSSIAMO CHIEDERE: BRIGITTE, LA CONSORTE DI MACRON, E’ UNA TRANS?

Derubricare il tutto a mero e vile arnese complottista e spregevole quanto ridicola fake news, a questo punto, mi pare davvero difficile. Intendo la voce corsa sui social networks fin dalla elezione presidenziale di Macron nel 2017, per cui la premiere dame di Francia non sarebbe nata donna.

Non ne ho parlato finora, ma dopo la assoluzione delle prime due donne ad aver pubblicamente fatto congetture e ricostruzioni storiche sul sesso (o “identità di genere” di una certa persona, come vogliono che si dica oggi) tutta la storia appunto del presunto transgender Jean-Michel Trogneux poi Brigitte Trogneux assume una consistenza alquanto diversa.

La Corte d’appello di Parigi ha prosciolto due giorni fa, due donne finite “nei guai” come direbbe la stampa italiana, per aver fatto circolare in rete, per prime (ma evidentemente in modo più strutturato), la notizia secondo cui Brigitte Macron sarebbe appunto una transgender; una ricostruzione certo non storicamente inoppugnabile come la sconfitta di Napoleone a Waterloo o la data di nascita di Donald J. Trump.

Le due imputate sono Natacha Rey e Amandine Roy (giornalista la prima e sensitiva l’altra). In primo grado, lo scorso settembre, erano state riconosciute colpevoli e condannate ad una multa di 500 euro con la condizionale, come anche ad 8000 euro per danni ed interessi da versare alla Première Dame nonché 5000 euro al fratello Jean-Michel Trogneux, entrambi costituitisi parte civile nel processo. Noto che, almeno nel caso di Madame Macron, si è trattato di cifre enormemente più basse di quelle che solitamente in analoghe situazioni vengono statuite in Italia così configurandosi a volte vere e proprie misure espropriative di fatto se non detenzioni di anni (provate a scrivere qualcosa del genere sul familiare di una poltrona dei palazzi romani al massimo livello…).

Tutto è iniziato con Natacha Rey. La signora è una «giornalista freelance», oggi 55enne, vivente nei dintorni di Bordeaux. E’ talmente discreta che circola una sola foto di lei (una bella quanto indubitabile donna, direi). Sulla sua pagina Facebook, a partire dal 2018, incalza Brigitte Macron per il suo aspetto fisico, paragonandola a un trans, a Patrick Juvet (un cantante svizzero morto pochi anni fa), a «E.T. l’extraterrestre» o denunciando «i disastri della chirurgia estetica». Sostenitrice del movimento dei gilet gialli, il 4 dicembre 2018 scrisse così, effettivamente in termini alquanto violenti e minacciosi: «Li giustizieremo tutti, Macron, il suo governo, quelli di prima, tutti i dirigenti dell’UE, gli ex, i nuovi, non ne mancherà nessuno. Giscard e Chirac farebbero meglio a sbrigarsi a crepare. Vendicheremo i Vandeani e il re e la regina. MORTE ALLA REPUBBLICA! MORTE AI COLLABORAZIONISTI!». Anche se con tale conclusione, i suoi sentimenti da ultra monarchica e legittimista non possono non fare breccia nel mio cuore…ma stranamente, nella politicamente correttissima e sorvegliatissima Francia un tale proclama non gli ha portato problemi.

Glieli porta invece da gennaio 2019, pubblicare regolarmente foto di Brigitte Macron affermando che la moglie del presidente è un uomo.

Secondo la ricostruzione delle vicissitudini del presunto vero Jean-Michel Trogneux  (non di quello che secondo la narrazione dissidente ne avrebbe preso il posto spacciandosi per fratello di Brigitte) costui avrebbe operato un cambio di sesso (o transizione di genere come dovrei affermare) e all’età di quarantasei anni avrebbe violentato, da insegnante donna, un ragazzino al nome di Emmanuel Macron. Il fatto si inquadrerebbe nella più ampia visione di una società “occidentale” dominata da una occulta elite pedofila e favorente il più possibile la depravazione dei costumi e il tramonto non solo della famiglia cosiddetta tradizionale, ma anche della stessa antropologia che vede l’essere umano profondamente radicato nella dualità uomo-donna. Più o meno tutto sarebbe consentito a questa gente se con gli agganci giusti e adeguate programmazioni di carriera da parte del deep state, manipolazioni anagrafiche e sostituzioni personali comprese

Ma in questa galassia informativa e di opinioni non conformi e dissidenti, il caso Macron non sarebbe affatto l’unico. In questo girone infernale rientrerebbero pure non solo la “coppia scoppiata” Obama (vedasi Michelle), ma persino i Bush senior (ricordate la “vecchia babbiona” di Striscia la notizia?).

E se il malumore di Brigitte verso il presidenziale coniuge, fosse dovuto al trapelare della imminente esondazione del caso?  

Per la serietà e obiettività di questa esposizione, devo ricordare che l’assoluzione delle due signore suddette non comporta un verdetto sulla veridicità di quanto affermato, ma esclude solo l’intento diffamatorio (ci arrampichiamo sugli specchi?).

Comunque sia, viva la magistratura francese!

A. Martino

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