DOPO LA SCIAGURA DI CRANS-MONTANA, TORNIAMO A CHIEDERCI SE IN ITALIA LA LEGGE NON SIA UGUALE PER TUTTI….GLI INGENUI, I BENPENSANTI E GLI IRRILEVANTI
La sconvolgente catastrofe di Crans-Montana (Svizzera, Cantone vallese) non può non, anzi deve, sconvolgere ogni animo sensibile, e soprattutto quello dei padri e delle madri di qualunque famiglia.
Proprio la sua misura di tragedia, coinvolgente tanti giovani italiani e non, molti dei quali minorenni, induce necessariamente a riflessioni meno scontate e buoniste di quelle di Sistema, come peraltro già acutamente svolte dal direttore di questa testata Lorenzo Valloreja.
E questa testata, data la sua natura ideologicamente e orgogliosamente, sanamente e intellettualmente, populista, non può semplicemente, come già i lettori hanno constatato, limitarsi ai toni che il main stream prescrive per il disgraziatissimo evento: dolore in fondo scontato, e rabbia (probabilmente meritata) verso i gestori dell’esercizio elvetico ove è divampato lo spaventoso rogo che ha spento tante esistenze con tutta una vita davanti.
Ancora una volta tocca quindi a L’Ortis, e nel caso specifico a me in particolare, segnalare la ennesima riprova di profonde, quanto taciute pur nella loro evidenza sotto gli occhi di qualunque essere cogitante, storture e iniquità della nostra società.
Ebbene, il sistema giuridico italiano repubblicano si caratterizza (come non pochi altri del cosiddetto Occidente, è indubbio) per una profonda intrusione (o se si preferisce interventismo) dello stato nelle dinamiche familiari, e segnatamente nella potestà genitoriale qualora ritenuta disfunzionale, problematica, pregiudiziale per il minore stesso.
Nella nostra società si muove una pletora di assistenti sociali, psicologi, magistratura per i minori anche penale con polizia giudiziaria a disposizione. Come il caso di Palmoli ( dell’ ormai famosa malcapitata “famiglia nel bosco”) dimostra, basta una ipotesi non di abuso ma anche semplicemente di mala educazione della prole, per arrivare alla sospensione della potestà genitoriale se non alla revoca e infine al collocamento dei figli in “struttura protetta”, ovvero casa-famiglia il quale istituto non raramente è discusso e oggetto di polemiche.
Ebbene, mi pesa metterlo nero su bianco, ma come negare che a Crans-Montana siano periti dei minorenni non accompagnati che la presenza di un genitore avrebbe probabilmente indirizzati a comportamenti, almeno in fase emergenziale, più consoni (ad esempio fuggire e basta invece che attardarsi euforicamente sul luogo del rogo ormai divampante?).
Come negare che in circostanze assai meno tragiche, l’interessamento delle suddette istituzioni competenti sarebbe stato tempestivo?
Come negare che, in altri casi, la presenza (credo probabile in almeno qualche caso) di altri figli minori nel nucleo familiare, avrebbe provocato, se non altro e almeno, qualche scocciatura e grana ai comunque sventurati genitori?
In questo caso invece, la presenza dello stato certo che c’è ma in versione assolutamente rassicurante, consolatoria, senza alcun spunto di criticità se non in direzione svizzera. I poveri resti dei ragazzi sono stati rimpatriati con volo militare accolto da picchetto d’onore dopo che i superstiti sono stati dirottati verso strutture di eccellenza specialistica italiane; l’ambasciatore in Svizzera è stato insolitamente duro verso il secondo lui blando apparato poliziesco-giudiziario elvetico; ci saranno funerali di stato; la premier Meloni e soprattutto il capo della diplomazia Tajani hanno personalmente seguito le fasi immediatamente posteriori al disastro; ci saranno funerali di stato.
Non voglio assolutamente invocare nulla contro nessuno che in questo momento ha solo il sacrosanto bisogno di essere lasciato in pace a metabolizzare il suo enorme dolore, anzi fosse per me, nessuna famiglia salvo casi di abusi e maltrattamenti, dovrebbe capitare sotto certe lenti d’ingrandimento pur sempre di estranei che decidono del suo futuro (ma come si dice dura lex sed lex).
E come negare, ancora, che il main stream, con straordinaria assoluta assonanza, non ha minimamente sollevato alcuna voce timidamente critica del comportamento di quei genitori?
Mi sta bene il riguardo per un lutto così devastante, ma conosciamo bene l’arte mediatica del creare, in casi estremi, persino “mostri”; e non mi sembra che la polizia giudiziaria o la giustizia minorile siano, quando ritengono di attivarsi, tanto rispettose dei tempi del lutto.
E’ tutta questione di narrazione iniziale: si sono concentrati e hanno fatto concentrare l’opinione pubblica, sul soffitto infiammabile, non certo su degli adolescenti abbandonati a brindare al nuovo anno (non credo con lo “champagne per bambini” del supermercato a cinque euro) mentre chi avrebbe dovuto vigilare su di loro brindava chissà dove.
Vedete, qui non si tratta di fare “sciacallaggio” o mostrare mancanza di “pietà”. Si tratta solo di chiedersi se la famosa “legalità” che agitano da trenta anni e più contro anche chi non raccoglie gli escrementi del cane facendolo sentire alla pari dei medesimi non sia solo mitologia da creduloni (ma la mitologia greca aveva un valore molto più serio), e se la legge sia sul serio uguale per tutti come vorrebbe la Costituzione e scrivono nelle aule di tribunale.
La fatale struttura, da quel poco che si riesce a sapere o piuttosto a capire, era sicuramente per clientela esclusiva, e a quanto pare, per un selezionatissimo giro che vi si recava da diverse parti del mondo (una vittima italiana, apprendiamo, risiedeva a Dubai).
Vi era forse un servizio di tutoraggio per gli ospiti più giovani? Forse, questa domanda non merita nemmeno risposta.
La risposta circa le domande da me sollevate io me la sono data, e ognuno dei lettori si dia la propria. Ma si capisca anche, uno dei motivi per cui i seggi elettorali sono sempre meno frequentati.
A. Martino













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