INVESTIAMO IN DOLLARI…IN PARTICOLARE, SE MAI VERRANO EMESSI, I “VERDONI” DA 25O CON IL RITRATTO DI DONALD TRUMP
Quando avevamo una nostra sovranità monetaria, le prime monete commemorative furono una serie di alcuni pezzi in oro, argento e rame commemoranti nel 1911 il cinquantenario dell’ unità nazionale. Sul dritto dei pezzi, come allora normale, il ritratto del regnante Vittorio Emanuele III. Da allora e fino al 2002 (anno dell’introduzione della circolazione in euro) le commemorazioni avvennero solo ed esclusivamente su moneta metallica, come d’altronde per quasi tutte le monetazioni mondiali.
Non è così per il dollaro USA, basti pensare al pezzo straordinario da due dollari in banconota per i duecento anni della dichiarazione di indipendenza (1976).
Sono in arrivo svariati pezzi metallici per il solenne Sesquicentennial (duecentocinquantesimo anniversario) sempre dell’ Indipendenza, diversi solo per collezionisti e anche dal notevole costo qualora in oro.
Sfruttando la ricorrenza, Donald Trump desidera ardentemente pezzi che lo raffigurino un po’ come un re. Tra questi, il vero “colpaccio” (una banconota che secondo me sparirebbe tesaurizzata in pochi giorni o al massimo settimane) potrebbe essere un bel “bill” da duecentocinquanta dollari (taglio inedito ma per nulla casuale) con il ritratto del Commander in chief.
I bozzetti della clamorosa banconota non sono ancora ufficiali, ma il Bureau of Engraving and Printing (BEP), un’agenzia del Dipartimento del Tesoro che si occupa dello sviluppo e della produzione della valuta statunitense, si è attivato in tale direzione; vi sono bozzetti attuabilissimi anche se non ufficiali.
Il grosso ostacolo normativo è però la legge del 1866 che vieta di riprodurre sulla moneta le fattezze di qualunque persona vivente. Ed anche, secondariamente, quella sui dollari circolanti che non contemplerebbe il pezzo da 250 che però si potrebbe considerare del tutto straordinario e semicollezionistico.
Il portavoce del Tesoro ha diffuso un comunicato in cui si afferma che “qualora questo mandato legislativo venisse convertito in legge, il BEP si sta muovendo proattivamente per produrre una banconota commemorativa da 250 dollari che celebrerà degnamente il 250° anniversario della nostra grande nazione”. La firma del presidente americano dovrebbe comunque apparire sulle banconote statunitensi in vista delle celebrazioni per l’anniversario della nazione.
In ogni modo, vi è una proposta di legge che solleverebbe da qualunque problema legale in materia presentato dal deputato repubblicano Wilson del South Carolina. E correttamente due giorni fa il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha affermato che tutto dipende quindi dal Congresso.
Bessent ha pure affermato a titolo personale di non vedere nel progetto “nulla di sconveniente”.
Comunque vadano le cose, l’iniziativa per nulla folcloristica ma densa di significato politico, dimostra che il contante circolante nelle tasche americane ha ancora una funzione vitale e attiva (le grandi filiali di banca negli USA dispongono di quattro o cinque bancomat almeno).
E lo dimostra anche la BCE che si appresta a cambiare nei prossimi anni l’intera serie delle banconote in euro dotandole di raffigurazioni più significanti (non si sa ancora se fauna caratteristica o grandi personaggi del passato).
A. Martino













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