MA NON ERANO TRUMP E IL SUO GOVERNO, GLI SQUALLIDI GUERRAFONDAI CHE ABUSANO DEL NOME DI CRISTO?

L’ inedita iniziativa di far sfilare alla parata del 2 giugno i cappellani militari, in un contesto culturale tra Chiesa preconciliare e militarismo antisovietico (ricordiamo l’ ateismo di stato dell’ URSS magari più formale che sostanziale ma pur sempre di ateismo si trattava) avrebbe avuto un senso. Ma non sono tanto sicuro che un Pio XII avrebbe molto gradito, tanto meno un Giovanni XXIII: l’ afflato pacifistico di entrambi, in senso più pratico quello del  primo e per così dire più ideologico quello del secondo, di due Pastori che avevano visto gli orrori e immensi lutti di due guerre mondiali, si sarebbe fatto sentire.

Ora, dato che una parata (inedita, ripeto la sottilineatura) di cappellani militari nel contesto di una più ampia parata militare significa più o meno ” Dio benedica le nostre armi” poi certo ognuno può vedere il ramoscello d’ ulivo dove vuole anche scambiandolo per un drone o un anfibio, è sgradevolmente inevitabile il non riflettere sulla veemente polemica Casa bianca- Santa sede non ancora approdata agli archivi storici.

Essa fu innescata dai toni in effetti, per me tuttora, inappropriati specialmente di un Pete Hegseth segretario USA alla Difesa/Guerra. Nel rendere conto alla stampa delle azioni di bombardamento sull’ Iran invocò la mano divina sulla precisione dei missili e ordigni simili a stelle e strisce. La misura per qualcuno fu evidentemente quanto comprensibilmente davvero colma e già alla S.Messa delle Palme, papa Leone XIV, pur non nominando nessuno esplicitamente, scagliò un anatema di veemenza quasi accostabile a quella indimenticabile di San Giovanni Paolo II nella piana dei Templi in Sicilia contro la mafia. Di là la discesa in campo di The Donald con frecciate evitabilissime quali l’ essere il primo papa americano in quanto tale grazie a lui o il ” non fare nulla contro la criminalità” e via dicendo.

Fino a quella tremenda vignetta da I.A. in cui The Donald si cala nei panni assurdi del Redentore guaritore e miracolante. Per non parlare del vice presidente Vance ammonente  Leone a maggiore attenzione quando ” parla di teologia”.

Nessuno ha osato prendere le  parti di Trump, peraltro ormai in evidente declino di popolarità e domestica e mondiale, però egli, nella sua schiettezza ( di solito eccessiva) fra l’ americano e l’ uomo d’ affari che punta al sodo, una domanda concreta la fa anche al papa: ma insomma, questo Iran la bomba atomica la può o non la può avere? Ma il fatto che essa provenga da un ” pazzo” esonera in pratica dal rispondergli a tono.

Ora, rimandiamo il nastro avanti: la parata clerico-militare rischia di smentire l’ atteggiamento da assoluto operatore di pace della Chiesa almeno italiana e infatti molti altri settori del clero non solo hanno criticato l’ evento, ma da tempo mal digeriscono le stellette sulla tonaca.

D’ altronde, una volta presa la decisione relativa al due giugno, non penso proprio che, salvo le dimissioni per motivi di coscienza (ma chi le dà più ormai?) un cappellano militare potesse rifiutarsi.

Il loro operato è un ibrido fra l’ ufficiale delle forze armate con tanto di non magro stipendio e il sacerdote ( che se non è anche, almeno, insegnante di religione) riceve dall’ istituto per il Sostentamento uno stipendio più o meno da fame (si presume evidentemente che abbia di suo).

Insomma, che la Chiesa cattolica del 2026 sia la confessione più pacifica del mondo non viene certo inficiato da una parata di quattro gatti di cappellani.

Ma laddove sullo sfondo si profila la Russia ( “la nuova patria è quella europea”) il discorso cambia un pochino, diciamolo con serena sincerità. E questo papato (ammesso che mai ve ne sia stato uno tale) non è per nulla apolitico….e le elezioni di mid term si avvicinano.

A. Martino

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