LASCIA I CANNOLI E PORTA LA PISTOLA…” UN REGALO DA VERO CALIFFO.
Veramente il celebre modo di dire nel film e nel romanzo da cui è tratto (la realtà di questi giorni ci costringe a rifarci nuovamente alla ormai mitologica saga dei Corleone), proprio non di don Vito ma di un suo gregario, sarebbe esattamente il contrario (lascia la pistola e porta i cannoli).
Ma in effetti i gustosi ravioli turchi allo yogurt e altre squisitezze ormai erano un ricordo per i potenti partecipanti al vertice NATO di Ankara, che al momento del commiato hanno ricevuto in dono dal presidente Erdogan uno scintillante revolver classico nuovo di zecca a sei colpi Sarsilmaz Sr 38: un chiaro quanto portatile testimone non solo dell’appassionata corsa agli armamenti del momento ma anche della locale industria delle armi spaziante ormai dalla fregata alla pistola passando per il drone.
Le rivoltelle, in elegante astuccio con le munizioni e marchiate con la mezzaluna turco-ottomana, sono tutte personalizzate e corredate di esenzione doganale.
Il singolare dono, forse un tantino più da “meeting” di boss appunto, che da paladini della pace, della sostenibilità e di tante belle altre cose, ha senz’altro creato un qualche imbarazzo della serie “ma come gli è venuto in mente” ma alla fine nessuno ha rifiutato: la nostra premier ha portato con sé il revolver per l’opportuno protocollo di palazzo Chigi, il canadese Carney, acerrimo anti trumpiano, ha accettato declinando chissà perché le sei pallottole del classico revolver a tamburo, la baronessa Ursula destina a museo militare da buon ex ministro della difesa tedesco.
Non è vero che il primo ministro britannico abbia rifiutato, almeno formalmente ha lasciato in deposito il micidiale pensierino di Erdogan perché ne disattivino il meccanismo.
Lungi da me moralismi e facili ironie: si sa che in fondo, solo in Europa occidentale ci si vergogna di un certo tipo di prodotti nazionali. Qui da noi, anche la coltellineria è guardata e appena tollerata come roba da delinquenti: la replica del pugnale da lancio di Diabolik per il suo sessantennale o quella della baionetta degli Arditi le ho viste in vetrina di un’armeria, ma comprarli per collezionarli darebbe luogo a un’infinità di adempimenti e grane. Eppure Leonardo o Beretta sono considerati, come si dice oggi, una eccellenza nazionale nei loro settori.
Dimmi che regalo ti fa e ti dirò che amico hai: Berlusconi regalava cravatte personalizzate di Marinella di Napoli, in Arabia saudita vanno forte i Rolex, i papi regalano eleganti rosari alle signore e medaglie dell’anno in oro argento o bronzo a seconda del rango.
Sembra che le armi personali turche abbiano un buon rapporto qualità-prezzo, costando molto meno dei loro equivalenti europei ed americani ma offrendo praticamente la stessa affidabilità.
A. Martino













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